La scomparsa di Roberto Gervaso. Premio Marineo nel 2001

È morto a Milano, dopo una lunga malattia lo scrittore Roberto Gervaso, che fu insignito del premio Marineo nel settembre del 2001. In quella occasione, alla presenza del Presidente della Provincia Francesco Musotto e dell’allora sindaco Franco Corrado fu premiato insieme a lui l’attore siciliano Leo Gullotta.

Era una fresca serata settembrina, anche un po’ ventosa, con l’aria frizzantina che pungeva e in quel frangente Roberto Gervaso si rivelò veramente simpatico ed arguto rivolgendosi con schiettezza al Presidente del Circolo “ gentilmente ho bisogno di una giacca di lana, altrimenti non potrò essere presente sul palco”. Fu così che il presidente del Circolo Salvino Arnone gli procurò con immediatezza un giubbotto.

Sul palco parlò del suo amore per la Sicilia e il fatto di avere sposato una palermitana gli aveva fatto sentire la Sicilia come la sua seconda casa. Inoltre parlò molto della sua passione della storia e soprattutto dei suoi rapporti con il grande giornalista Indro Montanelli, con il quale sin dagli anni 60 collaborò e scrisse i primi sei volumi della Storia d’Italia.

Di seguito riportiamo la motivazione della Giuria :

Nel riconoscimento della sua lunga attività di giornalista e scrittore rivolta sempre nel rispetto del lettore a una forma di comunicazione chiara, diretta e priva di qualsiasi orpello. Intorno agli anni 60 la proposta di Indro Montanelli di scrivere insieme la Storia d’Italia in sei volumi diventa uno dei più grandi successi editoriali del dopoguerra, rivelando soprattutto alla gente comune le sue straordinarie doti di divulgatore della storia. Sino ad oggi Gervaso vanta la pubblicazione di ben 38 opere tra cui molte biografie alcune delle quali tradotte in inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese e vendute in tutto il mondo. Ha intervistato centinaia di protagonisti del nostro tempo da Simenon a Dalì, da Segovia a Borges, da Rockefeller a Gorbaciov, facendo palpitare con stile smagliante e con un linguaggio asciutto il volto umano di questi personaggi. Ha scritto diversi libri sugli aforismi che rivelano non solo la sua sottile ironia, ma anche il suo indomito spirito di polemista che smaschera i luoghi comuni e rivela come l’uomo debba quotidianamente lottare per le proprie libertà fondamentali senza mai arrendersi”.

Certamente quella di Gervaso è una grave perdita per il giornalismo italiano:  la sua figura e il suo sottile humor ci mancheranno. In questo momento a nome della Giuria e del Circolo ci preme rivolgere sentite condoglianze alla moglie Vittoria ed alla figlia Veronica, giornalista del Tg 5.

 Il segretario della giuria Ciro Spataro

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