Nel 75° anniversario della liberazione ricordiamo il partigiano marinese Carmelo Clemente

Carmelo_clemente

Quest’anno ricorre il 75° anniversario della liberazione dal nazifascismo e in queste giornate di tensione, a causa dell’imperversare della pandemia, è ancora più importante ricordare il sacrificio e l’impegno di coloro che hanno fatto la Resistenza.

Fra i protagonisti siciliani di cui fare memoria spicca la figura di Carmelo Clemente, partigiano marinese, la cui odissea merita di essere raccontata per rappresentare il dramma di un uomo che ebbe il coraggio di rinunciare agli affetti familiari spostandosi nel nord Italia, in Francia, cambiando spesso identità vivendo di stenti ma sempre in prima linea nel Comitato di Liberazione Nazionale.

Clemente nasce a Marineo il I gennaio 1904, terzogenito di umile famiglia, da Nicolò e Maria Santantonio. Il padre faceva il panettiere, ma non riuscendo a superare le difficoltà economiche del momento, parte per gli Stati Uniti e la moglie lo raggiunge con due bimbi in tenera età nel 1905. Ma nel 1914 la famiglia ritorna a Marineo e il quindicenne Carmelo Clemente, dopo aver subito il dolore per la morte improvvisa del padre e la scomparsa della sorella Cira, di soli diciotto anni, per l’epidemia “Spagnola”, scappa di casa per realizzare la sua vocazione rivoluzionaria e l’incontro con Maria Giudice, allora dirigente del movimento socialista in Sicilia, si rivela determinante per la sua vita. Subito dopo, a Torino, entra in contatto con Antonio Gramsci, allora direttore del movimento comunista Torinese. Partecipa attivamente alla Resistenza, soprattutto a Parigi, dove nel 1930 c’era la concentrazione di tutte le forze antifasciste italiane. Proprio in terra francese s’impegna al massimo sempre in collegamento con Pietro Nenni e stabilendosi definitivamente a Nizza per organizzare l’attività clandestina di opposizione al regime.

Nel gennaio del 1943 venne arrestato a Nizza e, posto a disposizione della Polizia italiana di Mestre, fu rimesso in libertà i 3 febbraio del 1943. Nel luglio 1944 si reca a Milano ed il suo impegno è notevole nei Comitati di Agitazione Operaia, sia nelle fabbriche che nell’attività clandestina col nome di battaglia di Valentino. Nei mesi di marzo-aprile del 1945 viene designato Presidente del CLN Città di Milano e furono giorni così intensi che lo videro impegnato dapprima nel coordinare il Movimento delle “cellule d’officina” poi sempre più convinto che occorresse “uscire dalla fabbrica” per la spallata decisiva ai nazifascisti. All’indomani del 25 aprile fu il primo a parlare, per la carica rivestita, dal Municipio di Milano liberata.

Poco prima di morire, nel 1954, Clemente aveva espresso il desiderio di essere sepolto nella sua Marineo, cosa che poi avvenne il 14 ottobre 1976 quando le sue ceneri furono portate dalla figlia Claudia nel cimitero civico di Marineo.

La Resistenza è stata un cantiere aperto dove si è formata un’ intera generazione di italiani che si opponevano alla violenza nazifascista e fra questi occorre mantenere la memoria collettiva su un uomo che ha sacrificato la propria vita per la libertà.

Ciro Spataro

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