Leoluca Pasqua, Il pettegolezzo, tra malizia e superficialità

il pettegolezzolibro padre leo

di Marta Raineri –

Chi è il mio prossimo? Cosa significa incontrare una persona? Nel dialogo, quanto è importante essere retti e trasparenti per riscoprire la potenza benefica della parola? Cosa significa mantenere una corretta comunicazione in termini di prossimità?

Già nel libro “Fatta per amore… La correzione Fraterna”,  don Leoluca Pasqua aveva delineato uno dei principali elementi distintivi del cristiano che, nello specifico, deve essere quello di aiutare il prossimo a riscoprire il  bene, attraverso la virtù della carità e della prudenza. Scrive infatti l’autore: “Ogni volta che correggiamo o ci lasciamo correggere contribuiamo a risanare un pezzettino di questo mondo; se invece non lo facciamo lo renderemo sempre più falso e invivibile”. E ancora: “Meglio correggere per operare il bene che tacere e diventare complici del male”.

Frasi che ci fanno riflettere: a noi la scelta di essere operatori di bene, oppure di lasciarci trascinare verso quelle che sono, come li definisce San Paolo, le opere della carne. Sì, è vero, che viviamo in una società complessa, frustrante, stanca e con molte forme di nevrosi individuali e collettive. Come sostiene il sociologo Zygmunt Bauman, viviamo in una “società liquida”, priva di principi e strutture forti, di legami duraturi, di valori e certezze. Una società che, pur di  arrivare al “potere (mi riferisco a qualsiasi tipo di potere), e di mantenerlo, utilizza qualsiasi mezzo, anche una serie di maliziose astuzie, spesso generate, appunto, dal pettegolezzo.

Proseguendo sul solco di queste riflessioni, don Leoluca, con il suo ultimo libro “Il pettegolezzo. Tra malizia e superficialità” stampato dalle Edizioni Paoline  frutto di una lunga e attenta analisi sociale, vuole farci riflettere ulteriormente su questa piaga che mette a nudo la dignità della persona. Nelle conversazioni quotidiane, molto spesso, si oltrepassano i limiti   e si comincia a parlare e sparlare a sproposito di altre persone; oppure, ancora peggio, di “amici o parenti” che ripongono in noi la loro fiducia, con l’intenzione di nuocere fino a distruggerne l’onore e la reputazione.  Infatti, si prova un sadico piacere nell’ascoltare le dicerie sui nostri conoscenti e, quando si raggiunge il massimo dell’umiliazione, si conclude con la solita risata. Ecco manifestata la cattiveria umana! Da ciò si prenda coscienza che  quello che vediamo di negativo negli altri è la proiezione di noi stessi.

Il teologo Giovanni Calvino dice: “Nessun danno maggiore può essere inflitto agli uomini come il ferire la loro reputazione”.  Papa Francesco ci ricorda spesso nelle sue omelie che il parlare male dell’altro viene dal Maligno e genera una guerra non fisica ma spirituale. Ci raccomanda, quindi, di pensare spesso alle nostre armi quotidiane: «la lingua, le chiacchiere, lo spettegolare».

Don Leo Pasqua nel suo libro ci propone,  degli itinerari che possano aiutare la nostra società a riflettere sull’importanza dell’essere retti e trasparenti e a riscoprire la potenza benefica della parola, come dono, che conduce ad una sincera, sana e onesta comunicazione.

 Il libro sarà disponibile in tutte le librerie dall’ 11 Febbraio 2019 e verrà presentato:

–  Domenica 17 Febbraio ore 17.00, Chiesa S. Rosalia, Piazza Giuseppe Vasi –  Corleone.

–  Venerdì 22 Febbraio ore 17.30 presso la libreria delle Paoline (Sala Alberione), Corso Vittorio Emanuele – Palermo.

–  Sabato 9 Marzo ore 17.00 Parrocchia Ss. Ciro e Giorgio, Piazza Sainte Sigolene – Marineo.

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