Marineo, l’istituto comprensivo intitolato al giornalista Mario Francese.

MARIO FRANCESE

Marineo – Si è svolta ieri (1 dic. 2018) la cerimonia d’intitolazione dell’Istituto Comprensivo Marineo – Bolognetta al giornalista Mario Francese, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. La targa è stata scoperta dal dirigente scolastico Antonella Lampone insieme a Giulio Francese, figlio del giornalista Mario. Presenti alla cerimonia autorità civili, militari e religiose, insegnanti, alunni e una delegazione di Bolognetta con il baby sindaco e la sua giunta.

Quella di oggi è una giornata che rimarrà scolpita nella mia mente e nel mio cuore. Non solo per l’intitolazione a mio padre, Mario Francese, dell’Istituto comprensivo di Marineo, prima scuola a portare il suo nome, ma per le emozioni che mi hanno regalato la preside, gli splendidi insegnanti e sopratutto i ragazzi. L’unica parola che mi sento di aggiungere è solo grazie. Grazie di cuore. E voglio condividere con tutti la bellezza di alcuni pensieri che i ragazzi hanno dedicato al mio papà.
Miriam, 13 anni.
“Caro Mario Francese, sei stato un uomo coraggioso, onesto, un giornalista che combatteva contro la mafia. Nei tuoi articoli si leggeva tutta la verità, quella verità che nessuno osava dire o scrivere. Per questo motivo la mafia ti ha ucciso la sera del 26 gennaio 1979, per spegnere la voce che rompeva il silenzio. Ma nonostante sembra che la mafia abbia vinto, la tua morte non è rimasta vana. Il tuo coraggio e il tuo impegno civile di giornalista che compie il suo lavoro vivranno per sempre perché noi ti ricordiamo e leggiamo i tuoi scritti. Abbiamo dedicato la scuola in tuo onore. Porterà il tuo nome. Noi che frequentiamo questa scuola possiamo ispirarci a te e seguire il tuo esempio nella vita di ogni giorno, affrontando le paure, avendo il coraggio di parlare e di rompere il silenzio.
Così la mafia ha perso e tu hai vinto”.
Arianna, 13 anni.
“Mario Francese, anche se ora non ci sei più, vivi in noi e noi ti promettiamo di tramandare la tua storia e le storie di coloro che, dicendo la verità, sono morti ingiustamente. Le storie di coloro che hanno lottato per la verità e hanno vinto”.
Nicoletta, 13 anni.
“Mario Francese, tu hai lottato contro di loro, contro i mafiosi, e adesso noi saremo le voci che porteranno avanti la tua verità, la verità vera”.
Gioele, 12 anni.
“La mafia fa schifo; la mafia è vigliacca perché uccide sempre alle spalle. Ciao Mario Francese, sei un uomo da ammirare”.
Pietro, 12 anni.
“Mario Francese era un uomo onesto, sempre alla ricerca della verità; andava avanti per la sua strada senza alcun timore perché l’unico suo obiettivo era portare alla luce la verità. Lui ha dimostrato di non avere paura di scrivere ciò che tutti sapevano, ma che nessuno aveva il coraggio di raccontare. Il suo esempio, il suo coraggio e le sue idee continueranno a vivere”.
Desirée, 11 anni.
Mario Francese, un uomo abile e coraggioso che ha saputo rendere giustizia alla verità di ogni libero cittadino”.
Beatrice, 12 anni.
“Caro Mario Francese, averti conosciuto, anche se non fisicamente, mi ha permesso di capire quanto sia importante dire la verità a qualsiasi costo. La tua tenacia, il tuo coraggio e la tua sincerità saranno per noi un esempio per la vita”.
Sofia, 12 anni.
“Anche nelle piccole cose, a scuola, in famiglia, con gli amici, quante volte ci capita di far finta di non vedere…Oggi sono più consapevole che, se vogliamo vivere in una società migliore, dobbiamo essere coraggiosi e coerenti con le nostre idee, vedendo anche dove è scomodo”.
Aurora, 11 anni.
“La storia di vostro padre mi ha fatto riflettere e mi ha insegnato che bisogna essere forti davanti alle disgrazie della vita e che la verità è importante. Ho sempre odiato la mafia, anche se non l’ho mai vista di presenza e spero di non vederla mai! Un grande saluto e un forte abbraccio”.
Sebastiano, 11 anni.
“Sono felicissimo che la nostra scuola sia stata intitolata a vostro padre perché così nessuno dimenticherà la sua storia. La storia di vostro padre mi ha commosso. Bisogna essere un uomo coraggioso: vostro padre lo era e lo sarà sempre, anche da lassù”.
Ludovica, 11 anni.
“Caro Giulio, ti scrivo questa lettera per esprimere dei sentimenti che parlando non riuscirei a tirare fuori. Scusa se non sarò capace di esprimere tutto quello che ho provato e che devo ancora provare. Mario Francese amava dire e scrivere nelle sue pagine di giornale la verità e non pensava a quello che poteva succedergli. Sono felice che la nostra scuola sia intitolata a un giornalista siciliano. E che abbiamo l’onore di averti oggi con noi. Un caloroso abbraccio”.

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