Una pagina di storia partigiana rivive con Carmelo Clemente

Carmelo Clemente00008

di Carmelo Botta

Domenica sera Marineo ha vissuto al castello Beccadelli una bella pagina di storia nel ricordo del partigiano Carmelo Clemente. E di ciò dobbiamo essere grati all’opera di Ciro Spataro “Il caso Carmelo Clemente” che dopo anni di ricerche ha pubblicato un volume certamente interessante sul fenomeno della Resistenza con le edizioni Nuova Ipsa di Palermo.

Il libro, presentato a pochi giorni dalla ricorrenza del 25 aprile, si legge tutto d’un fiato, quasi come un romanzo: ne viene fuori a tutto tondo la sofferta figura di un uomo che è stato tra i protagonisti del Comitato di Liberazione Nazionale.

Clemente nasce a Marineo il I gennaio 1904, terzogenito di umile famiglia, da Nicolò e Maria Santantonio. Il padre faceva il panettiere, ma non riuscendo a superare le difficoltà economiche del momento, parte per gli Stati Uniti e la moglie lo raggiunge con due bimbi in tenera età nel 1905. Ma nel 1914 la famiglia ritorna a Marineo e il quindicenne Carmelo Clemente, dopo aver subito il dolore per la morte improvvisa del padre e la scomparsa della sorella Cira, di soli diciotto anni, per l’epidemia “Spagnola”, scappa di casa per realizzare la sua vocazione rivoluzionaria e l’incontro con Maria Giudice, allora dirigente del movimento socialista in Sicilia, si rivela determinante per la sua vita. Subito dopo, a Torino, entra in contatto con Antonio Gramsci, allora direttore del movimento comunista Torinese. Partecipa attivamente alla Resistenza, soprattutto a Parigi, dove nel 1930 c’era la concentrazione di tutte le forze antifasciste italiane. Proprio in terra francese s’impegna al massimo sempre in collegamento con Pietro Nenni e stabilendosi definitivamente a Nizza per organizzare l’attività clandestina di opposizione al regime.

Sul finire del 1943 si reca a Milano ed il suo impegno è notevole nei Comitati di Agitazione Operaia, negli anni ’44-’45, sia nelle fabbriche che nell’attività clandestina col nome di battaglia di Valentino. Nei marzo -aprile del 1945 viene designato Presidente del CLN Città di Milano e all’indomani del 25 aprile è segretario della Federazione Milanese del PSIUP. Poco prima di morire, nel 1954, Clemente aveva espresso il desiderio di essere sepolto nella sua Marineo, cosa che poi avvenne il 14 ottobre 1976 quando le sue ceneri furono portate dalla figlia Claudia nel cimitero civico di Marineo.

Sia l’intervento di Antonino Di Sclafani sia quello del Prof. Michelangelo Ingrassia, che del sottoscritto, hanno messo in evidenza come la testimonianza di Ciro Spataro rappresenti uno strumento essenziale per mantenere viva la memoria collettiva su un uomo che ha sacrificato la propria vita da combattente per la libertà e la democrazia.

norman

30052193_1699694966775153_4875393943225917621_o-e1524603833266.jpg

euronic city misilmeri bolognetta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: