Marineo, grande festa per i cento anni di Giuseppe Li Castri.

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Marineo (Pa) – Grande festa ieri sera in onore di Giuseppe Li Castri, alias Piddu Funtana, nel suo centesimo anno di età. La cerimonia ha avuto inizio presso la chiesa del Collegio di Maria con la celebrazione di una messa di ringraziamento a cui hanno preso parte tantissimi conoscenti, familiari, una delegazione dell’amministrazione comunale e una delegazione della Confraternita di San Ciro. Quest’ultima, ha voluto rendere omaggio al Sig. Li Castri, donandogli un medaglione della confraternita di San Ciro, per la sua antica devozione al nostro Santo Patrono.

Poi tutti al castello per il ricevimento, con il taglio della torta e il brindisi, il tutto accompagnato da canti, musiche d’organetto e pianoforte.

L’amministrazione Comunale ha donato una targa ricordo, consegnata dal sindaco e dal presidente del consiglio comunale,  la famiglia, per tramite del figlio Roberto,  in ricordo dell’evento ha voluto omaggiare alla comunità tutta, una delle primissime opere del pittore Mimmo Vitale “Il marinese”, datata 1961.

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di seguito il discorso del Sindaco di Marineo

Illustrissimo Sig. Giuseppe Li Castri

voglia gradire, lei e la sua famiglia, l’espressione dei miei più cordiali auguri insieme a quella di tutta l’Amministrazione Comunale,  e di tutta la Comunità Marinese, sia per il Santo Natale che in questi giorni ci accingiamo a celebrare, ma in particolare,  anche per  la ricorrenza  del raggiungimento dell’ambito traguardo dei  suoi cento anni di  vita. E’ un grande onore per me, porgere un reverente omaggio di augurio al Sig. Giuseppe, per gli amici, detto “Piddu Funtana” e partecipare, come primo cittadino,  alla celebrazione dei festeggiamenti per i suoi cento anni.  Perché lei ha vissuto  con principi sani e con onestà intellettuale spendendosi sempre con grande impegno,  con grande disponibilità  e determinazione per le necessità  della nostra Comunità  e  della sua famiglia. E’ stato impegnato nel sociale e in politica attiva; è stato consigliere comunale dal 1953 al 1958 con l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Fragale, ed ha ricoperto la carica di assessore supplente. E’ sicuramente una grazia di Dio particolare avere conseguito un così raro e prestigioso traguardo ed essere festeggiati, accuditi e circondati dagli   affetti  dei propri familiari, degli amici e dei concittadini. Mi viene in mente un ricordo, di oltre cinquant’anni fa,  quando ero ancora ragazzino piccolo ed Egli, ancora giovane che con grande sicurezza lo vidi arrivare al baglio Lupotto della nostra proprietà di campagna,  accompagnando una maestra della scuola elementare per bandire  lezioni a noi bambini di quella masseria che quell’anno non avevamo la possibilità di   recarci all’edificio scolastico. Ci ha presentati, noi ragazzi e le nostre famiglie, alla maestra come dei vecchi amici di cui lui era fiero ed ha rassicurato l’insegnante che fosse in buone mani. Per questo gesto affettuoso la mia famiglia gli  è rimasta sempre grata al punto che io l’ho sempre chiamato zio Piddu. Tutti ce lo ricordiamo come  un uomo dal carattere forte e deciso, un uomo tutto di un pezzo, fedele ai suoi principi, uno di questi principi a cui teneva molto era il rispetto delle persone più grandi e  della quiete pubblica e non tollerava gli schiamazzi sotto casa sua davanti l’edificio scolastico tanto che a  volte ha dovuto tagliare qualche pallone di troppo. Ma dietro quella sfuriata si nascondeva  un uomo buono, dal carattere mite, rispettoso, disponibile con tutti e che si prodigava per il bene della sua famiglia e della nostra collettività. Vederlo oggi all’età di cento anni, mi fa tanta tenerezza, e mi fa  rivivere l’antico splendore di un uomo che ha vissuto una vita segnata dalle vicende tristi e felici di un secolo della nostra storia, non  essendosi risparmiato  mai ai sacrifici, ai disagi e al pericolo delle  brutalità della seconda guerra mondiale che ha contribuito a formare il carattere, la tempra e la grande fiducia in se stesso. Ricordo molto bene  la moglie, la Sig.ra Maria che era una slovena che il Sig. Li Castri aveva conosciuto durante la seconda guerra mondiale, quando era stato assegnato dall’esercito italiano a Lubiana. Lo Zio Piddu, era un bell’uomo, eppure non ha fatto come quasi tutti i soldati che si comportano da mascalzoni, approfittando dell’amore della ragazze e poi chi si è visto si è visto. Il Sig. Li castri abbiamo detto che è un uomo tutto di un pezzo, per cui non poteva comportarsi diversamente. Ha sposato la donna che ha incontrato in Slovenia, della quale  si è innamorato. E’ stato un uomo onesto, con sani principi e se ne è assunto le responsabilità. Non si è curato di eventuali critiche dell’ epoca  dei suoi paesani o della sua famiglia. Ha creduto nell’amore ed è andato avanti. Ed oggi noi marinesi siamo orgogliosi di questo gesto da vero uomo di Don Piddu, che fa di lui un pioniere dell’europa unita ed un europeista in tempi ancora non maturi, rappresentando anche  un patrimonio di principi umani, morali e culturali da trasmettere ai suoi nipoti e alle future generazioni. Egli  ha vissuto in anni in cui erano richieste fatiche e sacrifici per vivere e condurre una vita dignitosa per se e la propria famiglia. Ha lottato con i denti e con le unghia per superare le avversità dei momenti più difficili della sua esistenza. La vita le ha riservato gioie e  dolori. Il destino a volte è stato molto crudele. Ha subito prima,  il dolore della prematura scomparsa  dell’amata figlia Marisa  e dopo,  della moglie Maria che  gli hanno spezzato il cuore. Solo un uomo con un carattere forte, con una grande fede in Dio e una immensa devozione a San Ciro  ha potuto resistere a dei dolori così strazianti, vivendo per tutta la vita  con una ferita nel cuore che non si è mai più  rimarginata e il cui unico pensiero, che non è mai riuscito a dimenticare,  è stato quello di andare al cimitero ogni settimana a fare loro visita, come se ancora oggi vivessero accanto a  lui e lui si occupasse ancora di loro. Non vi è alcun dubbio  che la zio Piddu è una persona buona, un uomo tutto di un pezzo, fedele ai suoi principi ad ogni costo, che si è dedicato sempre con grandi sacrifici alla sua famiglia, affinchè non le mancasse nulla, soprattutto il suo affetto,  trasmettendo alle giovani generazioni un patrimonio di valori culturali e civili da seguire come modello di vita. E’ motivo di orgoglio per la comunità Marinese avere ancora in vita, una persona così preziosa, che rappresenta  la memoria storica della nostra comunità, nella quale sono custodite le vicende più belle, le tragedie più tristi e tutte quelle tradizioni meravigliose del nostro passato, che rischiano di essere archiviate nel dimenticatoio,  quando lui non sarà più tra noi. Per queste ragioni, al festeggiato di sta sera, che ha  varcato la soglia dei cento anni,  che ha dato a noi e alle future generazioni un fulgido esempio di bontà, di coraggio, di ottimismo, di fiducia nei sani principi e di rispetto delle tradizioni del passato,   la nostra comunità  Marinese  sarà per sempre grata.

Grazie Sig. Li Castri per il suo esempio, grazie per quello che lei ha fatto per tutti noi, e per i suoi figli, per l’accoglienza che ci hai riservato e  per avere voluto  festeggiare con noi e con la Comunità Marinese il suo centesimo compleanno.

 Grazie Sig. Li Castri  per l’amicizia che per tutta la vita ci ha dimostrato, e tanti, tanti auguri di potere continuare a vivere ancora per tanti e tanti lunghi anni, con l’aiuto di Dio, con l’amore della sua famiglia e con l’amicizia di tutti noi.

Con affetto, i più vivi e sinceri auguri al Sig. Giuseppe Li Castri, da parte dell’intera Comunità Marinese e dell’amministrazione Comunale che ha realizzato una targa ricordo che voglio consegnare assieme a tutti i presenti ed agli amministratori presenti, compreso il consulente Natale Schimmenti.

                                                  Grazie a tutti per l’attenzione. Il Sindaco Pietro Barbaccia

Pasticceria Norman

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