“I paesaggi dell’anima” di Ciro Puccio, al castello Beccadelli Bologna di Marineo

di Vito Mauro –

ciro puccio naif00001di Vito Mauro –

In una serata entusiasmante culminata dalle frizzanti note musicali che fuoriuscivano dalla fisarmonica di Mastru Nino Tuzzolino e dalla presenza di belle persone, il 19 marzo è stata inaugurata un’esposizione pittorica “I paesaggi dell’anima” di Ciro Puccio, al Castello Beccadelli Bologna di Marineo nei locali, ormai da qualche tempo, adibiti a continue esposizioni artistiche, dove le antiche pareti, che fanno da ideale contorno, fanno respirare il fascino antico della storia.

Manifestazioni artistiche-culturali a ciclo continuo, che non possono passare inosservate e non si può non complimentarsi con chi volontariamente li organizza, non fosse altro per l’impegno intenso e costante.

Ha avviato l’inaugurazione, il Sindaco del Comune di Marineo, dott. Pietro Barbaccia, il quale ha evidenziato come “ogni opera dell’autore marinese è veicolo di emozioni… fonte di sentimenti… rappresentano paesaggi ed ambienti… trasmettendo ricordi… e un senso di condivisione”.

A seguire l’Assessore alla Cultura prof. Ciro Spataro, ha ricordato come “da giovane Ciro Puccio, come decoratore, seguiva le orme del Maestro Mimmo Vitale, detto “Il Marinese”, ed ora da pensionato è entrato in simbiosi culturale con la nipote, l’artista Federica Basilico, che l’ha stimolato a far rinascere quello che già in lui c’è di artistico. E Puccio mosso da un impulso espressivo, con l’intento di rappresentare la realtà come essa è, conferisce alle sue opere la propria sensibilità umana”.

È straordinario come Ciro Puccio si sia fatto coinvolgere da una giovane artista in questa avventura, senza tirarsi indietro, ha accolto la prova, d’altronde Ciro, per quello che ho avuto modo di conoscerlo, non si è fermato mai davanti alle difficoltà, le ha sempre affrontate e superate con decisione.

In questa circostanza artistica, secondo me, non c’è una sfida, c’è una passione, c’è un’autentica voglia di essere se stesso, c’è una voglia di raccontare la verità, la purezza, perché nei suoi quadri c’è espressione di sentimenti.

Puccio da autodidatta non segue alcun movimento artistico, d’altronde “l’Artista è colui che sfugge a ogni regola”, lo possiamo definire a tratti naif, per i segni essenziali, per i colori forti, che esprimono la sua genuinità, ma nello stesso tempo si cimenta in opere magari inizialmente ritenute ardue. Direi naif, perché la pittura fa ritornare bambini, riesce a farci esprimere ciò che semplicemente amiamo.

Si nota nei suoi lavori, che cominciano a essere davvero tanti, è in continua competizione con se stesso, attraverso la scelta di non appartenere a nessuna scuola, a non avere quindi punti di riferimento, se non quelli della vita, dando agli stessi una dimensione lirica.

Puccio con la sua combinazione di colori crea ricordi, fa emergere persone e luoghi, rende il passato più vicino, riesce a incorniciare la realtà, a ornare sensazioni, a mettere insieme suggestioni senza la necessità di simboli, di segni, riposizionandole al centro della nostra memoria, in cui vengono fuori decise bellezze siciliane.

A fine del suo intervento l’Assessore Spataro definisce le opere di Ciro Puccio “la forza della semplicità” io aggiungerei del candore e della genuinità. Infatti, quando si lavora con umiltà e senza presunzione di capacità, come fa Puccio, che ha avuto la fortuna di andare in pensione e trovare qualcosa che più lo entusiasma, che lo attrae, che lo coinvolge nel cercare la simmetria, la proporzione, la perfezione, dove il fine ultimo, però, è sempre la ricerca della bellezza, cercando di generare impressioni riesce a donarci 50 momenti di pure emozioni.

Gli interventi sono terminati con il contributo del direttore de “Il Guglielmo”, Onofrio Sanicola che ha definito l’amico Puccio, un “combattente” nel voler avventurarsi nell’arte pittorica, mentre Salvatore Pulizzotto, curatore della mostra, nel ricordare che l’esposizione continua fino al 9 aprile p.v., l’ha invitato a proseguire con questa sua spontaneità senza nel seguito cambiare stile.

A fine evento l’artista nel ringraziare gli intervenuti ha voluto ricordare quanto “In alcuni momento della giornata soprattutto mentre dipingo mi vengono in mente i tuoi suggerimenti che per me sono stati molto utili… Forse alcuni non lo capirebbero mai ma è una cosa che ti fa sentire giovani dentro.”

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