Marineo: non ricevono lo stipendio da sette mesi, protestano operai coinres

coinres

di Tommaso Salerno – 

Vergogna e sconcerto sotto l’albero di natale. Le lacrime di un padre di famiglia disperato, la rabbia di un marito che non riesce a tirare avanti, la disperazione di un uomo che si vede privato della propria dignità: scene talmente forti da spezzare il cuore. Lavorare, di giorno e di notte, al freddo e sotto l’acqua, e ritrovarsi senza stipendio da giugno. Questa la triste storia di quattro operai Coinres che prestano il proprio servizio nel comune di Marineo e che, con le feste ormai alle porte, hanno deciso di incatenarsi davanti ai cancelli del centro di raccolta dei rifiuti. Una protesta forte, come la rabbia di queste quattro persone, private di un proprio diritto fondamentale e distrutte da una situazione divenuta ormai insostenibile. Sono ben sette, compresa la tredicesima di dicembre, le mensilità non percepite dai dipendenti in questione che, nonostante ciò, hanno continuato a prestare il loro servizio mantenendo il paese pulito. “Non so più quello che devo fare; sono scadute le bollette, sto perdendo la mia famiglia, così non è più dignitoso così – ha dichiarato uno degli operai coinvolti, incatenato al cancello – Il Comune ci rimanda sempre, mette sempre tempo, e io ho due figli e non so cosa fare. Devo rubare? Ho la testa che non mi regge più. Tre mesi fa mi è stata tagliata la luce e, senza l’aiuto dei miei genitori, sarei ancora al buio”. Una situazione sempre più simile ad una sorta di patata bollente che rimbalza da un ufficio all’altro, passando per Coinres e Comune di Marineo. “La situazione è grave – ha detto il primo cittadino del comune ai piedi della Rocca, Pietro Barbaccia – secondo quanto è previsto dagli accordi, il Comune paga le fatture al Coinres che, successivamente, versa gli stipendi agli operai. La legge prevede che, da parte nostra, prima vengano pagati i dipendenti comunali e, dopo, le aziende. Tutti i comuni versano in condizioni disagiate, i trasferimenti regionali sono in ritardo e non c’è stato un grosso incasso con la Tari”. Intanto, però, i dipendenti e le loro rispettive famiglie restano a secco, con un natale drammatico che si profila all’orizzonte. Durante la mattinata di protesta, comunque rimasta su toni ampiamente tranquilli e civili, sotto la supervisione della locale stazione dei carabinieri, è stata avanzata, da parte del primo cittadino, la proposta all’ufficio ragioneria, di effettuare il pagamento di almeno una mensilità. Risposta? Rifiuto e vado avanti. Assenza completa di liquidità e impossibilità, tra le altre cose, di versare dodicesima e tredicesima ai dipendenti comunali. La promessa, allora, è stata quella di versare parte degli stipendi arretrati all’apertura del nuovo esercizio, ergo, nella seconda metà di gennaio prossimo. Fino ad allora, quindi, nelle tavole dei quattro dipendenti, tornati mestamente nelle proprie dimore, andrà la “pazienza”, con il rischio di finire, ancora una volta, a lume di candela, e non per questioni di romanticismo. Un piccolo augurio va fatto ai responsabili di questa situazione, chiunque essi siano, con la speranza che, durante le giornate di festa, possano provare un minimo di vergogna pensando a chi, per colpa loro, metterà le lacrime al posto dei sorrisi.

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