Marineo: disperazione, rabbia e incertezze del dopo frana

frana-primadi Tommaso Salerno

Marineo – La disperazione del giorno dopo. Lacrime amare, rabbiose miste all’incredulità di chi, adesso, deve fare i conti con la realtà. Cancelli chiusi, attività ferme, macchine spente e famiglie intere piene di domande, desiderose di risposte che, al momento, non possono arrivare. La frana continua, lenta, inesorabile, sempre più silenziosa; quasi come si fosse accorta di quelle lacrime, di quei volti impauriti e confusi. Emerge il lato umano della vicenda, la vera impotenza di chi, adesso, rischia ingenti danni economici. E intanto, la Procura ha messo sotto sequestro tutta la zona coinvolta dalla frana. “Il danno, per noi, potrebbe essere veramente enorme – ha commentato uno degli imprenditori coinvolti – oltre alle dieci unità lavorative ferme, dieci padri e madri di famiglia a casa, abbiamo dentro tutta la merce che, ovviamente, non possiamo portare via in forza del sequestro. Continuiamo ad aspettare, con la speranza, almeno, di ottenere il via libera per poter trasferire la merce (cibo soggetto a scadenza) che, altrimenti, potrebbe essere utile solo per la spazzatura. Visto il periodo di festività che si avvicina, le perdite potrebbe essere ingenti. Insieme agli altri imprenditori coinvolti stiamo cercando di nominare un geologo per capire come stanno le cose”. E poi c’è chi è rimasto senza quella casa, frutto di sacrifici e duro lavoro che, al momento, resta disabitata: “Non possiamo né entrare né uscire da casa nostra; siamo alloggiati momentaneamente da mia figlia ma, già nei prossimi giorni, dovremmo muoverci per cercare un alloggio. Senza casa e senza lavoro in quanto, nell’area interdetta, si trova anche la mia officina”. Situazioni critiche, ai limiti del dramma che stanno trovando, almeno sui social, appoggio e conforto dalla comunità marinese. “Stiamo cercando di risolvere tutto ciò che si trova nelle nostre possibilità – ha dichiarato l’assessore alla protezione civile del comune di Marineo, Francesca Salerno – abbiamo consigliato agli imprenditori di presentare istanza al giudice per poter tirar fuori dai capannoni il materiale deperibile. Al fine di monitorare la montagna, poi, stiamo istallando delle telecamere di controllo, mentre, per quanto concerne la famiglia rimasta senza casa, tramite il dipartimento della protezione civile, cercheremo di garantire loro l’alloggio in una struttura alberghiera. La nostra preoccupazione è che, con l’arrivo del maltempo e della pioggia, la situazione possa peggiorare. Per il resto, non è assolutamente possibile fare altre previsioni”. E la questione, a breve, arriverà anche in Parlamento con il deputato marinese Franco Ribaudo pronto a presentare un’interrogazione: “Occorre fare chiarezza ed accertare le cause che hanno portato al cedimento di un intero costone roccioso nella cava di contrada Roccabianca. Nelle prossime ore depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere, al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dell’Interno, i motivi di tale disastro e verificare se le istituzioni territoriali competenti hanno svolto tutte le attività di vigilanza necessarie per impedire quanto accaduto e – si legge nella nota – quali iniziative intende assumere volte a tutelare l’incolumità pubblica, nonché la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, e se lo ritiene opportuno, intervenire anche in via sostitutiva”.

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