La statua dell’Immacolata di Marineo

di Felice Dell’Utri –

madonna-immacolataFin dal 1649 Francisco Pacheco Del Rio, pittore, scrittore e censore artistico dell’Inquisizione di Spagna, nel suo trattato «El Arte  de la pintura» aveva definito come si doveva tradurre nell’iconografia il concetto dell’Immacolata Concezione della Madonna rifacendosi alla descrizione della «donna incinta dell’apocalisse», «vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle». Pertanto divenne uso, nelle immagini sacre, di raffigurare l’Immacolata nelle vesti di una giovinetta dall’età di circa tredici anni con il vestito bianco e il manto azzurro, le mani sul petto o giunte in atto di preghiera, la luna doveva essere rappresentata nel «crescente» con le punte verso il basso (antico simbolo di castità), e doveva avere ai fianchi il cordone francescano con i tre nodi (castità, povertà, obbedienza).

Nel XVIII secolo vi fu una grande diffusione di statue dell’Immacolata realizzate secondo le sopradette caratteristiche, inizialmente nell’ambito delle chiese Francescane e in particolare in quelle dei Minori Conventuali, successivamente, sul finire del secolo, e soprattutto in quello seguente, quando fu proclamato il «Dogma dell’Immacolata» nel 1854, tale diffusione raggiunse molte chiese dei vari centri della Sicilia.

Queste sculture sono tutte molto simili tra loro, sia nelle forme, dimensioni e perfino nelle cromie, caratteristica che induce a pensare che possano essere derivate da un unico prototipo probabilmente ricavato da una immagine in pittura. A volte si differenziano tra loro per lievi varianti, volute dagli stessi autori, e pertanto in diverse statue, in alcuni casi, è raffigurata col velo sulla testa mentre in altri casi è del tutto scoperta mettendo in tal modo in risalto la preziosità dell’intaglio dei capelli; altra leggera variante può verificarsi nelle pieghe, più o meno simili, della veste o del manto; e ancora qualche differenziazione si può verificare nella disposizione e nell’atteggiamento dei puttini alati tra le nuvole ai piedi della Vergine. Mentre pressocché uguale è la posizione delle mani al petto e la disposizione plastica del manto azzurro, con relativi risvolti, che conferisce all’intiera scultura pregevoli effetti chiaroscurali che vanno a sostituire quelli pittorici ristretti a pochissime tonalità.

La pregevole statua dell’Immacolata di Marineo è un’opera che sicuramente fu scolpita nella seconda metà del ‘700. Fu realizzata in legno di cipresso e presenta una particolare caratteristica tecnica: i suoi occhi non furono scolpiti nellegno, poiché l’artista, autore della scultura, preferì realizzarli di vetro al fine di renderli più realistici, più vivi, simili agli occhi umani.

A causa della mancanza di documenti circa la sua paternità, ci pare logico collocare l’opera in quella cerchia di artisti scultori che in quell’epoca operava soprattutto nell’area palermitana. Dallo studio iconografico, condotto appositamente, abbiamo potuto constatare che si tratta di un modello più volte ripetuto e a volte differenziato in particolari irrilevanti. Cosicché l’Immacolata di Marineo presenta notevoli similitudini con:

a) l’Immacolata di Termini Imerese (Chiesa Madre), opera attribuita a Francesco Quattrocchi, eseguita nel 1799;

b) con l’Immacolata di Ficarazzi (chiesa dell’Immacolata);

c) con l’Immacolata di Partanna in prov. di Trapani (Chiesa del Collegio);

d) con l’Immacolata di Ciminna (chiesa di S. Francesco d’Assisi), eseguita da Antonino Barcellona nel 1781;

e) con l’Immacolata di Polizzi Generosa (Chiesa Madre);

e con numerosi altri simulacri che si trovano in vari centri dell’Isola. L’ipotesi più razionale, data l’esistenza di molte statue simili, è quella che: realizzata la prima versione, ovvero il prototipo, da un artista scultore da identificare, il quale probabilmente si sarà ispirato ad un celebre dipinto, altri artisti ne realizzarono diversi esemplari differenziandoli lievemente aggiungendo, cambiando o eliminando alcuni elementi compositivi della versione originale. Inoltre, ai vari artisti venivano spesso commissionate statue raffiguranti il medesimo soggetto, nel nostro caso l’Immacolata, uguale, sia come dimensione che come cromie, ad un’altra che si trovava in altra chiesa ed eseguita da altro artista scultore; pertanto ne deriva che, in mancanza di documenti certi, da cui si può evin¬cere la paternità dell’opera, l’identificazione dell’autore diventa notevolmente difficoltosa.

Per una alquanto precisa attribuzione, è importante ed indispensabile, a questo punto, fare ricorso ad un accurato studio comparativo con altre opere dello stesso periodo di cui si conosce con certezza l’autore sulla scorta dei documenti d’archivio.

Alla luce di quest’ultima considerazione e dopo accurate ricerche e studi, ci pare opportuno collocare stilisticamente l’Immacolata di Marineo alla sgorbia di uno dei Quattrocchi, forse Filippo, anche se opere simili per il modellato, l’eleganza delle linee, la raffinatezza dell’intaglio e la delicatezza nelle cromie, vennero eseguite, soprattutto nel palermitano, dai Bagnasco, altra famiglia rinomata di scultori, che operavano nello stesso periodo, di cui il più celebre fu Girolamo.

La statua dell’Immacolata di Marineo, mostra di possedere tutte queste particolari caratteristiche. Antonino Scarpulla e Antonino Trentacosti, nel volume «Marineo Storia e Arte», sottolineano, descrivendo la statua, come «…esteticamente ci troviamo di fronte ad una bella immagine della Madonna, bellezza voluta e saputa interpretare dall’autore anche perché questa è una delle mete che egli si era proposto nel realizzare la scultura». Osservando attentamente questa statua si ha dunque l’impressione di trovarci di fronte ad un simulacro realizzato, senza dubbio, da un artista di notevole talento. Ed è per questo motivo che, a conclusione di questo mio breve studio desidero definire l’Immacolata di Marineo una autentica opera d’arte, un vero gioiello artistico del XVIII secolo.

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Comments
2 Responses to “La statua dell’Immacolata di Marineo”
  1. stefania ha detto:

    grazie

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