Ne “cose nostre”, ne “cose loro”, semplicemente “COSE SUE”!

sanicola _pupi

Ogni tanto un mio cosiddetto “amico blogger”, giusto per ricordarsi dell’amicizia che ci lega, tira in ballo Marineo Weblog preoccupandosi di quello che scrivo o non scrivo, di quello che faccio o non faccio, di quando devo o non devo aggiornare il blog, addirittura mi invita (LUI!?!) a ripassare i principi del codice deontologico. Come molti lettori avranno avuto modo di vedere e leggere io non ho mai voluto rispondere alle frustazioni di una persona che trova sempre il modo di prendersela con il mondo intero.

Nel leggere il suo ultimo attacco mediatico nei miei confronti mi colpisce una frase che compone il titolo:  “COSE NOSTRE O COSE LORO“, Parole che spesso sentiamo ripetere nelle cronache giudiziarie attribuendo loro un significato chiaro e preciso;  un gioco di parole usate artificiosamente dall'”amico blogger” per lasciare intendere cosa?

E no! caro mio, così non va!  quindi,  per quanto mi riguarda posso affermare a testa alta che NON SONO “COSE NOSTRE” E NEMMENO “COSE LORO” anzi, voglio puntualizzare che semmai sono “COSE SUE” o “COSA SUA”!

si! perchè va ricordato che una parte del Castello da diversi mesi, e non sappiamo ancora per quanto tempo, è diventata CASA SUA, pardon COSA SUA, posteggiandoci a tempo indeterminato la struttura “baldacchino” che utilizza per i suoi spettacoli con i pupi (vedi foto). Ma come! proprio lui! effettua una “invasione-occupazione” del castello, proprio lui! che accusava a destra e a “Ammanca” di considerare il castello la propria casa? Ve lo immagginate se ognuno di noi (senza le dovute richieste e/o autorizzazioni) usa il castello (bene pubblico) come garage per metterci la propria auto? Quindi caro “amico mio”, prima di parlare o scrivere guardati bene la propria gobba.

Quello che hai scritto E’ GRAVE!! ed è più grave che non ti accorgi e non ti rendi conto, quanto le tue parole possono ledere la sensibilità delle persone!!

Annuncio sin d’ora che NON risponderè a NESSUNA REPLICA, semmai ci fosse bisogno mi riservo di procedere in altri modi a tutela della mia dignità.

(«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7)

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