Marineo, emergenza randagismo

pastorina paralizzatadi Elisa Ribaudo –

Marineo – Nella mattinata di ieri (sabato) sono stati portati in canile (Rifugio di Isnello) cinque cani che erano stati abbandonati di recente per le strade di Marineo. Tra questi voglio ricordare un simi-rottweiler con evidenti problemi cutanei (probabile leishmaniosi), che era stato abbandonato pochi giorni fa legato ad un cancello in campagna, con una corda cortissima e stretta al collo, con nemmeno una ciotola d’acqua, sotto il sole cocente. Insomma era stato abbandonato lì a morire di inedia, da qualche nostro disumano concittadino marinese. Abbiamo preso anche una simil-pastorina incinta. Gravida, sì, perché nessuno si era attivato per farla portare in canile prima che andasse in calore.

 A tal proposito chiarisco che quando si avvista un cane abbandonato non bisogna scrivere lamentele su Facebook paventando aggressioni o lagnandosi della mera presenza del cane per le strade (perché non si è mica abbandonato da solo): così non risolvete nulla. In caso di avvistamento di un cane bisogna invece rivolgersi alla Polizia Municipale, la quale chiama il veterinario dell’ASL per verificare la presenza di un’eventuale microchip del cane (chiunque può acquistare un lettore e leggere un microchip, ma solo l’ASL è in grado di leggere i dati del proprietario, che sono protetti per via della privacy); se il cane è microchippato si procede con una multa per abbandono nei confronti del proprietario, se non è microchippato si chiama il canile con cui il Comune ha la convenzione, ossia – nel nostro caso – il rifugio di Isnello. Questa è la procedura burocratica, ma nulla di vieta di dare acqua e cibo al cane, o di cercargli adozione qualora non sia microchippato, tramite la rete animalista di Facebook o il classico passaparola.

 E poi ci siamo noi volontari, quelli che – nella pratica – fanno il lavoro sporco, e che troppo spesso in Sicilia si addossano le responsabilità che invece competono ai Comuni. Noi volontari animalisti prestiamo il primo soccorso ai randagi (sia cani che gatti) portandoli dal veterinario a nostre spese, e nei casi più gravi in una clinica veterinaria (dove solo la degenza giornaliera costa 70€). Inoltre allattiamo col biberon i cuccioli abbandonati: talvolta a Marineo vengono abbandonati con ancora gli occhi chiusi, e la loro vista è appesa ad un filo. Infatti necessitano di essere alimentati con latte apposito ogni 2 o 3 ore, notte compresa, e può capitare anche che qualcuno non abbia il riflesso della suzione o che venga trovato già in ipotermia. Cerchiamo adozione per i cani randagi, tramite appelli che girano sui social network. La mia più grande conquista è stata far arrivare un cane di grossa taglia a Treviso, in Veneto (800€ raccolti in quattro giorni, provenienti da tutta Italia, ma anche Francia e Svizzera). Perché è così che troviamo i soldi per pagare le spese mediche dei randagi: chiediamo un euro a testa, cinque, dieci, quello che la gente vuole donarci, e poi – per trasparenza – esibiamo le fatture delle farmacie, della clinica, etc. Lo scorso aprile, ad esempio, è stato necessario raccogliere 450€ per un gatto che un “gentile” marinese aveva investito e lasciato al suo destino per diversi giorni, finché non l’ho visto io: una dozzina di bambini lo accerchiavano importunandolo, e lui – non potendo scappare a causa della cecità e per via delle zampe posteriori fratturate – stava seduto, immobile, con il capo chino. Una scena che spezzava il cuore. Dopo cinque giorni di ricovero in clinica, il gatto è deceduto: era ormai troppo tardi, quando l’ho trovato. Eppure Boris – come l’abbiamo chiamato – si sarebbe potuto salvare, se anche solo uno tra i tanti marinesi che passano per il Corso dei Mille si fosse fermato perlomeno a segnalarmelo. Boris è stato ammazzato non solo da chi l’ha investito, ma dall’indifferenza del nostro paese. E tante, troppe, volte mi ritrovo a dire che non c’è più niente da fare.

 Ricordo un cane con la mandibola che gli penzolava sul petto, slacciata, in cancrena, dall’odore nauseabondo: soppresso perché la bocca era già andata in necrosi. Davvero non l’avrà visto nessuno durante tutti quei giorni? O vogliamo parlare della pastorina che per molti mesi è stata di fronte il supermercato MD? È stata investita, rimanendo semi-paralizzata sul posteriore. Per via del fatto che nessuno l’ha soccorsa la frattura si è calcificata, il posteriore è andato in ipotrofia, e adesso la cagnolina non tornerà mai più a camminare. Ah, e nel frattempo era stata pure messa incinta, ha partorito, i cuccioli affamati l’hanno letteralmente consumata, e qualcuno ne ha preso un paio per poi andarli ad abbandonare in aperta campagna. Così, giusto per provare gioia nell’infliggere dolore e morte agli altri.

 Non nutro alcuna stima, inoltre, di chi lascia i cani padronali vagare per il paese, perché tramite quest’azione irresponsabile permette loro di inseminare le randagine in calore, e poi il Comune deve pagare soldi per mantenere le cucciolate di questi signori. E credetemi che ce ne sono diverse. Purtroppo a Marineo molte persone sono contrarie alla sterilizzazione, ma poi si scopre che affogano i cuccioli, o – come dice qualcuno – “li arrimazzano”. Sterilizzare invece è la forma migliore per prevenire il randagismo. In alternativa potete sempre tenere i vostri cani dentro casa, anziché mandarli in giro ad ingravidare altri cani.

 Stavolta vi risparmio la mia filippica sull’importanza di raccogliere le deiezioni del proprio cane, perché ormai ho perso le speranze: in percentuale, i proprietari dotati di senso civico siamo in pochi, anche se ultimamente andiamo aumentando di numero. Chi invece è maleducato, resta maleducato anche se lo rimproverate. Se vedete delle deiezioni canine di fronte casa vostra ricordate che non è colpa del cane, ma del padrone. Se cogliete il responsabile sul fatto non limitatevi a cantargliene quattro, perché tanto poi lo farà da altre parti. Invece fategli fare una bella multa di 173€, come previsto dalla legge n. 15/2000 della Regione Sicilia, art. 4 comma 6. Solo in tal modo, a mio parere, le cose potrebbero cominciare a cambiare.

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