Palermo, complesso parrocchiale “Beato Giuseppe Puglisi Martire”: marinesi nella realizzazione di un sogno

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E’ stato presentato nei giorni scorsi a Palermo il progetto del complesso parrocchiale dedicato a Don Pino Puglisi. Il sacerdote, ucciso dalla mafia, aveva sognato a lungo e cercato con tutte le sue forze di realizzare un centro nella sua Brancaccio che potesse essere fulcro di attività sociali prima ancora che liturgiche, e adesso a 22 anni dalla sua morte quello che sembrava essere utopia inizia a concretizzarsi.

 Il complesso si svilupperà in un terreno confiscato alla mafia, nel quartiere di Brancaccio, di circa 12.000 mq, e si articolerà in tre corpi: il primo comprenderà la Chiesa, gli uffici parrocchiali, la casa canonica e una sala conferenze; il secondo ospiterà i locali per il ministero pastorale e alcuni laboratori, e il terzo rappresenterà il polo sportivo del complesso con i suoi campi da gioco e le relative strutture di completamento; è previsto, inoltre, un teatro all’aperto e un ampio parcheggio.

Un’opera che si integra perfettamente nel contesto urbano circostante: unico elemento di spicco il campanile con i suoi 34 mt che anche da lontano rappresenterà il segno distintivo del complesso. Seguendo quello che era il sogno di Don Pino Puglisi, con la preziosa collaborazione del parroco di Don Gaetano di Brancaccio, Don Maurizio Francoforte, sempre nel rispetto delle Linee Guida dettate dalla CEI, abbiamo voluto creare, oltre che un centro religioso anche un centro di aggregazione culturale, sociale e sportiva. Sarà, inoltre, un centro di pellegrinaggio poiché le spoglie del Beato, che momentaneamente riposano nella Cattedrale di Palermo all’interno di una spiga di marmo giallo, saranno trasferite nella Chiesa del complesso.

Il progetto nasce dal lavoro congiunto di un team di professionisti marinesi: l’arch. Guido Fiduccia, l’ing. Ciro Trentacosti, l’ing. Riccardo Puccio e professionisti del Laboratorio per l’architettura storica – s.t.p. S.r.l. tra cui l’arch. Daniela Federico, del consulente liturgico Don Giosuè Lo Bue, dell’artista Prof. Vincenzo Gennaro, del geologo Gianvito Graziano.

Durante la presentazione del progetto, avvenuta nella Chiesa di Brancaccio, alla presenza delle autorità religiose e politiche, gli interventi di sua Eminenza il Cardinale Paolo Romeo e del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando hanno palesato la volontà di una piena collaborazione per la realizzazione in tempi rapidi del complesso.

La CEI ha finanziato, con 4 milioni di euro, la parte dell’opera di sua competenza, e cioè i due corpi con la Chiesa e i locali per il ministero pastorale, ma non mancheranno sicuramente iniziative pubbliche e private per raccogliere i fondi necessari per il completamento dell’intero complesso.

22 anni fa, Palermo, la Sicilia e l’Italia intera era rimasta attonita quella sera del 15 settembre: dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio, l’uccisione di Don Pino Puglisi rappresentava un altro duro colpo sferrato da una mafia che pareva sempre più imbattibile. Quella che sembrava, tuttavia, una spiga strappata con violenza dal terreno ha fatto cadere dei semi che hanno generato buoni frutti, e sapere che alcuni nostri concittadini hanno contribuito a rendere fertile quel terreno ci riempie di orgoglio

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