Quale futuro per il Castello di Marineo?

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di Tommaso Salerno

Che fine farà il Castello di Marineo? Questa la domanda che più spesso risuonava (e risuona) fra i cittadini del comune del palermitano da quando, circa un mese fa, scoppiava la polemica dopo il trasferimento, da parte della Soprintendenza ai beni culturali, di sei degli otto dipendenti ad altre sedi lavorative e cominciava ad aleggiare la paura della definitiva chiusura del monumento locale. Da allora, l’amministrazione comunale è al lavoro nel tentativo di risolvere la problematica e firmare, con la Soprintendenza stessa, una nuova convenzione per la gestione del Castello Beccadelli Bologna che ospita al suo interno l’importante museo archeologico regionale “della Valle dell’Eleuterio” ed il neonato museo etno-antropologico. “Dopo una serie di incontri, siamo molto vicini alla stipula finale della convenzione; – ha dichiarato, fiducioso, l’assessore alla cultura marinese Ciro Spataro – la Soprintendenza ci ha richiesto un programma trimestrale di attività socio culturali (approvato dalla Soprintendente Maria Elena Volpes) da svolgere all’interno del Castello e, l’apertura della collettiva “Up art” è un primo passo significativo che fa capire quanto vicini siamo alla risoluzione definitiva della questione. Con la nuova convenzione, la Soprintendenza garantirebbe l’apertura dal venerdì alla domenica mentre, nei restanti giorni, l’incombenza spetterebbe al Comune”. Nell’ambito delle attività di promozione culturale che il Comune di Marineo ha intrapreso d’intesa con la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, è stata proposta la suddetta iniziativa denominata “Up art”, al fine di promuovere il tema dell’arte nelle sue varie forme espressive come comunicazione e veicolo di emozioni. L’inaugurazione della collettiva di pittura, scultura e fotografia, che vede impegnati ben 30 artisti, si è tenuta presso il salone del castello Beccadelli di Marineo venerdì 27 febbraio con l’intervento di Maurizio Parisi e Sergio Condura del “Gruppo la Gioia”. “Questa prima rassegna – ha affermato il Sindaco Pietro Barbaccia – è costata sacrifici e fatica, sia per l’impegno profuso da Salvatore Pulizzotto, ideatore della collezione etnoantropologica del castello, che si è adoperato al meglio per mettere insieme tutti questi artisti, nonché per la cura puntigliosa nell’allestire la mostra con l’aiuto di alcuni volontari che hanno dato un apporto valido e costruttivo”.

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