Da Marineo appello alla Regione per evitare la chiusura del Castello

castello_marineo

di Tommaso Salerno –

Solamente due impiegati rimasti a vigilare la struttura ed un cartello “misterioso” affisso all’ingresso del museo archeologico.

“Ridateci il Castello Beccadelli Bologna!”. Così, il popolo marinese è insorto dopo la notizia relativa all’imminente chiusura dell’importante monumento cittadino. Tutta colpa della ristrettezza economica che ha fatto sì che la Sovrintendenza ai beni culturali trasferisse sei degli otto dipendenti del Castello marinese (considerato presumibilmente “infruttuoso” dal punto di vista degli introiti economici) ad altre sedi lavorative, permettendo solamente a due impiegati di mantenere la propria postazione al fine di sorvegliare la struttura. Peccato, però, che ciò che potrebbe essere considerato infruttuoso, ospiti l’importante museo archeologico regionale “della Valle dell’Eleuterio” ed il neonato museo etno-antropologico, inaugurato appena sei mesi fa. Ad alimentare ulteriori dubbi sulla vicenda è stato, poi, un cartello scritto a penna, affisso sul portone d’ingresso dell’ala che ospita il museo archeologico, che recita: “Per visitare il museo, suonare il campanello”. Semplice provocazione? O assurda ed amara verità che significherebbe lasciare a due soli impiegati l’incombenza di ricevere e ospitare eventuali visitatori? Per fare chiarezza sulla spinosa faccenda, la Pro Loco marinese ha organizzato un incontro cittadino invitando l’amministrazione comunale. “Scaduta quella precedente, il 15 dicembre 2014 abbiamo ricevuto una proposta di convenzione da parte della Sovrintendenza, che ci avrebbe permesso di utilizzare i locali del Castello per 3 anni a condizione che, sia il personale, sia gli interventi di manutenzione ordinaria, sia tutte le utenze, fossero totalmente a carico del Comune; – ha dichiarato il primo cittadino marinese, Pietro Barbaccia – considerata l’impossibilità di assumerci una così gravosa responsabilità, ci siamo attivati fin da subito per richiedere un incontro con l’ente interessato, ricevendo solamente silenzi”. Ha continuato la disamina l’assessore alla cultura, Ciro Spataro, che ha detto: “La Sovrintendenza ha evidenziato la volontà di collaborare; abbiamo già redatto ed inviato una bozza di convenzione ed un programma trimestrale di attività culturali al fine di poter gestire da subito la sezione etno-antropologica. Non si può, però, pretendere che tutto sia a carico nostro, è necessario sviluppare una sinergia, soprattutto per quanto riguarda il museo archeologico”. L’assessore marinese ha tra l’altro manifestato la volontà di creare, all’interno dei locali del Castello, un polo socio-culturale e turistico trasferendovi i locali della biblioteca comunale. Moltissimi gli interventi da parte del pubblico e delle associazioni locali presenti, fortemente preoccupate per l’eventualità di una chiusura di un bene così importante e vitale per lo sviluppo della comunità. Per scongiurare la chiusura del maniero, un appello era stato lanciato all’assessore regionale Antonio Purpura dal deputato nazionale del PD Franco Ribaudo e, sulla vicenda, era stato promosso un incontro con il suddetto membro della giunta regionale dai deputati del’ARS Giovanni Greco e Giuseppe Lupo. La speranza, per i marinesi (e non solo) è che l’emergenza “Castello” possa rientrare al più presto.

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