Marineo, V edizione del Simposio dei Poeti

Marineo – Sabato 13 dicembre 2014 alle ore 20,30, presso il salone del castello Beccadelli, si svolgerò la V edizione del Simposio dei poeti. L’evento sarà inaugurato dai saluti e l’introduzione del sindaco di Marineo Pietro Barbaccia e dall’assessore alla cultura Ciro Spataro. Inoltre il Simposio sarà arricchito da altre forme artistiche: con i colori di Elide Trioolo, la voce narrante di Chiara Lo faso, Fabrizio Lo Proto e i componenti di Battello Ebro, e, con la musica di Max Potamo e Massimiliano Lo Pinto.

La Rocca, Simbolo della città di Marineo, musa ispiratrice di artisti e non, è ormai consolidata come immagine evocativa della tradizione popolare marinese. Punto di riferimento paesaggistico… canta nei cuori di chi ascoltas! In Questo giorno di festa essa diventa madre, dea della vita e dei poeti che con forza mantengono la loro identità e le danno omaggio attraverso la poesia. Una festa della cultura, perchè essa è grembo dell’essenza umana.

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Comments
3 Responses to “Marineo, V edizione del Simposio dei Poeti”
  1. Pasquale ha detto:

    Insomma i Bolognottesi non possono tenere un Simposio dei poeti perche’ a loro manca la Rocca? O meglio, se noi Marinesi non avessimo la Rocca ad ispirare questa grande cioccata di poeti, resteremmo muti anche noi? L’idea originale nata con Franco Virga e Nuccio Benanti meirta riconoscimernto, ma lasciamo la rocca dove si trova e cerchiamo nuove spirazaioni. Ammenocchè essere un poeta marinese comporta obbligatoriamente di cantare la Rocca.

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  2. Rosa ha detto:

    Qualche poeta con talento esiste, ma ammassare un enorme numero di mediocri mi pare che serva unicamente a dare un contentino alla gente. Spataro è cosciente del fatto, ma gode la visibilita’ che egli stesso vuole ottenere. Non per niente i suoi commenti ed i suoi movimenti appaiono talmente drammatici da fare invidia ad un’attrice di operetta semi-comica.

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    • Micheluccio ha detto:

      Rosa, Rosa, tu c’eri al Simposio? Tutto è avvenuto come previsto. Alcune poesie significative ma recitate senza colore o sentimento lasciate nelle mani dei dicitori “professionisti” convinti che gli stessi autori non sarebbero stati all’altezza della situazione. Superflui sperperi, in alcuni casi, di emozioni e lacrimuccie da strappare ai presenti di cuore tenero con finale concluso con tarallucci e vino..

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