Marineo, presentazione del 4 numero di Nuova Busambra

bosco di ficuzza e rocca busambra Marineo – Sabato 7 dicembre  ore 17,30 presso il salone  conferenze del Castello Beccadelli Bologna, sarà presentato il quarto numero di Nuova Busambra. Interverranno: Ciro Spinella, Orazio Caldarella, Giovanni Giardina, Giovanni Perrone, Alberto Scuderi. Coordinatore: Antonino Scarpulla

La parte monografica di questo fascicolo vuole richiamare l’attenzione di tutti sulle aree naturali che rendono il nostro territorio ricco e interessante da diversi punti di vista. Con questa scelta intendiamo proporre un ripensamento ed una discussione da parte di singoli e di gruppi, siano essi fisicamente presenti nelle nostre comunità, siano essi osservatori partecipi anche se lontani per necessità o per scelta

Molti osservatori hanno sottolineato in questi mesi che nella società italiana, ma non solo, si registra una doppia crisi: una crisi di valori con conseguente difficoltà per le nuove generazioni a trovare punti di riferimento, ed una crisi economica accompagnata da un allarmante aumento della povertà e della disoccupazione, soprattutto giovanile. Due crisi intrecciate di loro, che causano angoscia e squilibri, sofferenze a volte insuperabili. Tuttavia, pur nella durezza del momento, esse dovrebbero essere l’occasione per una riflessione, da parte di tutti, per un bilancio di quanto finora fatto dalle nostre comunità, sulle scelte che potrebbero portare l’umanità a cercare diverse prospettive, diversi modelli di comportamento individuale e sociale, diversi modi di produrre, di spostarsi, di pensare, di vivere.

Una delle questioni che emerge con forza in questa situazione è quella dell’uso razionale che la nostra società può fare delle risorse del pianeta in cui viviamo: un tema su cui si discute almeno da trent’anni nel nostro Paese, a cui, è stato scritto, “non mancano mezzi e intelligenze, ma onesto impegno e fantasia creativa” (Franco Tassi). Anche dalle nostre parti, il problema delle risorse naturali come bene comune è stato spesso confuso in passato con la cura del giardino pubblico o con la presenza di cartacce per le strade, e non è stato individuato come uno di quei fronti su cui si giocano le sorti delle prossime generazioni.

Le due crisi hanno portato con sé anche il crollo del mito della industrializzazione, che ha lasciato  anche in Sicilia solo il deserto dopo la chiusura delle fabbriche-cattedrali, e la fine dell’assistenzialismo clientelare corrotto e corruttore di mamma Regione e degli enti locali. Almeno a parole, c’è ormai concordia sul fatto che occorre lavorare per impedire la distruzione delle risorse non rinnovabili e per far sì che l’intervento umano non faccia altri danni all’equilibrio della natura, in cui l’uomo e le sue attività si possono inserire senza ulteriori prove di dominio e di distruzione delle altre componenti dell’ecosistema.

Lo sviluppo dell’economia non può essere un’attività di rapina, ma deve essere sostenibile e puntare ad una conservazione del patrimonio naturalistico, il cui uso ha in molti casi superato il punto di non-ritorno, come bene prezioso e insostituibile. I beni comuni di cui tanto si parla non possono essere dilapidati ed esposti alla dissipazione insensata messa in atto specialmente da noi abitanti delle zone cosiddette “sviluppate” del mondo.

E’ giunto finalmente il   momento in cui si possano prendere in considerazione  le proposte, ragionevoli ma rimaste inascoltate, a proposito di conservazione degli equilibri naturali,  di cura per gli assetti idrogeologici, di un turismo solidale e rispettoso della natura, della storia e dell’arte, di “ritorno alla terra” come agricoltura biologica, produzione a km. zero, che potrebbero essere una delle strade maestre per la trasmissione dei saperi tra le generazioni e per l’occupazione giovanile, soprattutto nelle zone interne della nostra isola.  Antonino Scarpulla

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Comments
2 Responses to “Marineo, presentazione del 4 numero di Nuova Busambra”
  1. Sonia ha detto:

    Nuovi nomi si aggiungono alla carretta “Busambra”. Sono piu i presentatori che la gente presente alla presentazione della rivista. A proposito, chi la compra a 10 Euro a schioppo? Per gli autori nostalgici dei tempi passati questa edizione secondo loro raggiunge l’apice agognata? Io ci vedo poco d’interessante.

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    • Anonimo ha detto:

      Chi era presente, circa 40, ha potuto conoscere qualche novità e ha potuto comprare la rivista a soli 5 euro. Mai essere pregiudizialmente disfattisti. La rivista merita considerazione perché da contributi significativa alla crescita culturale ai paesi della busambra

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