Bolognetta, si inaugura l’anno accademico dell’università popolare

UPB_bolognetta

Bolognetta –  Venerdi’ 29 novembre 2013 alle ore 16.00 nei locali della biblioteca comunale “Tommaso Bordonaro” via Vittorio Emanuele 81, sarà inaugurato l’anno accademico 2013/2014 dell’ Universita’ Popolare Di Bolognetta. Nel corso della manifestazione sarà  proiettato  il docufilm “Ignazio Buttitta Racconto Filiale” di Nosrat Panahi Nejad con Flora Buttitta, Franco Scaldati, Antonino Lo Piparo.  Interverranno: il prof. Antonino Buttitta il regista Nosrat Panahi Nejad, la presidente dell’UPB, Prof.ssa Maria Muratore e la direttrice della biblioteca comunale, Dr.ssa Maria Grazia Guttilla

“Ignazio Buttitta Racconto Filiale”

di

Nosrat Panahi Nejad

CON: Flora Buttitta, Franco Scaldati, Antonino Lo Piparo

FOTOGRAFIA, AUDIO, MONTAGGIO: Nosrat Panahi Nejad

MUSICA: La ballata del  prefetto Mori è cantata  da Egle Mazzamuto;

Arrangiamento e chitarra di Carlo Farina

DURATA: 38 minuti

PRODUZIONE: Luisa Mazzei-Nosrat Panahi Nejad-Italia, 2012

NOTA DELL’AUTORE

Di nuovo un ritratto postumo. Flora Buttitta si cimenta a palesare la propria memoria del padre poeta. Il circuito chiuso questa volta è rappresentato dalla dimora dove il poeta visse gli ultimi mesi della sua vita a ridosso di un lembo di mare oramai pervaso da malinconia. Unici testimoni i gabbiani in perenne volo sopra le spiagge vuote e le piazze deserte. Il film incomincia con le reminiscenze infantili di Flora che apre il suo racconto della memoria paterna con l’impossibilità di possedere la luna, mentre, bimbetta, in braccio al padre, di notte, percorre le strade di Bagheria e termina con Flora nell’atto di cogliere dalla spuma del mare immagini e poesie oramai disperse in profondità e in latitudini impensabili.

Queste pagine restituite dal mare una volta approdate con cura e con affetto vengono sistemate sulla spiaggia da Flora come unico possibile dono alla vista dei gabbiani in volo. In questa difficile ricostruzione della memoria attraverso l’assenza, altro sussidio fondamentale, scomparso il corpo del poeta, rimane la voce, il suono, il suono tellurico con cui Ignazio insegnava e stregava chi non poteva avere il lusso o il privilegio della poesia stessa. Come affermava la poetessa Fourugh Faraghzad: “… Solamente rimane la voce, null’altro.” Quindi in questa ricostruzione, la voce di Buttitta è storia essa stessa. Vivida a tal punto da riaffiorare come le pagine squinternate dei suoi versi restituite dal moto delle onde e in perfetta sovrapposizione sulla voce di Flora.

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