Presentazione del libro “La spartenza” a Marineo sabato 16 novembre alle ore 18,00 al Castello Beccadelli

Ritorna in libreria in una nuova edizione La Spartenza, il testo di memorie attraverso cui Tommaso Bordonaro, contadino siciliano di Bolognetta, emigrato negli Stati Uniti, racconta la sua vita dall’adolescenza negli anni Venti, fino all’età matura, con al centro la dolorosa esperienza dell’emigrazione, la “spartenza” dall’Italia.
Il libro, ripubblicato da Navarra Editore nella nuova collana Memorie dal sottosuolo sarà presentato a Marineo sabato 16 novembre alle ore 18,00 al Castello Beccadelli.
Alla presentazione interverranno: il sindaco Pietro Barbaccia, l’assessore alla Cultura Ciro Spataro, il curatore del libro Santo Lombino, Francesco Virga presidente del CESIM, la compagnia del Teatro del Baglio di Villafrati che offrirà una breve performance ispirata al testo con letture e proiezioni.
Oggi il testo, grazie alla casa editrice siciliana Navarra Editore, viene ripubblicato corredato da una prefazione di Goffredo Fofi, una nuova nota del curatore, un’intervista inedita del 1995 a Tommaso Bordonaro e un’appendice fotografica tratta dall’Archivio fotografico Millestorie.
Il libro entrerà a far parte della nuova collana della casa editrice Memorie dal sottosuolo.
I titoli di Memorie dal sottosuolo propongono autori che portano con sé storie personali di rilievo, percorsi che ci permettono di riflettere sul rapporto tra intellettuali e potere, oggi come ieri, sulle odierne forme di totalitarismo, sull’evoluzione della lingua nel tempo, dalla non colta agli odierni codici, sul passaggio di consegna alle nuove forme di comunicazione non linguistica.
La spartenza divenne un incredibile caso letterario, con notevoli consensi della critica, in particolar modo per la lingua usata dall’autore, marcata da dialettismi e americanismi, che è divenuta oggetto di studio dei linguisti di tutta Italia.
Una cifra stilistica che si coglie bene sin dal titolo, La Spartenza: parola non traducibile in italiano, che racchiude in sé tutta l’amarezza e la lacerazione di chi è costretto a separarsi dagli affetti e dai luoghi familiari per partire verso terre sconosciute e avventurarsi in un nuova vita piena di incognite.
Scrisse Natalia Ginzburg, nella prefazione all’edizione originale che la lingua di Bordonaro è “rocciosa, simile a un sentiero di montagna che sale e scende in mezzo alle pietre […] senza artifici o accorgimenti, nemmeno rudimentali […] una ‘scrittura selvaggia’ però ampiamente dotata della facoltà di comunicare”.
Racconta oggi Santo Lombino, in una inedita nota del curatore: “Rimasi colpito da quella memoria, che rappresentava per me una ‘sonda’ nel passato contadino della mia terra, e non solo. Di queste forme espressive avevo sentito parlare nei convegni di Rovereto e Trento sulla scrittura popolare e la maniera di scrivere di Tommaso mi apparve subito un documento umano e linguistico straordinario.”
“Questa non è una storia eccezionale – precisa ancora Goffredo Fofi nella prefazione alla nuova edizione – bensì normale, è la storia di milioni di italiani poveri dell’Ottocento e del Novecento. Scritta da sé medesimo, nell’italiano incerto di chi scuola ne ha vista poca e di chi ha dovuto dividersi tra due lingue, di conseguenza mescolandole. Ma sapere due lingue (che può anche significare avere due patrie) e avere due amori, come recita un proverbio antillese, è molto meglio che sapere una sola lingua e avere un solo amore. Bordonaro sapeva due lingue e ha avuto due amori, apprendendo della vita l’essenziale: la condanna della fatica (il sudore della fronte) ma anche la soddisfazione del lavoro ben fatto e utile anche agli altri”.

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Comments
2 Responses to “Presentazione del libro “La spartenza” a Marineo sabato 16 novembre alle ore 18,00 al Castello Beccadelli”
  1. Giuseppe ha detto:

    Non voglio contraddire quella che ormai è diventata la tendenza di valorizzare la pura semplicità come la vera arte, ma mi sembra che il diario di Bordonaro nella sua evidenziata crudezza è servito ad alcuni intellettuali per portare il lavoro ad una vetta impressionante. Non solo, ma Bolognetta ha abbracciato il Bordonaro come un eroe ed i monumenti vengono eretti in suo onore. Il diario di Bordonaro puo’ essere interessante, ma alcuni oggi se ne servono per coronare la loro carriera come un traguardo di eccellenza, Insomma il merito del libro non è di Bordonaro per averlo scritto, ma per quelli che lo hanno saputo promuovere con le strategie che il mercato letterario ha loro permesso di usare.

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    • Ester ha detto:

      In qualche altra occasione anch’io avrei voluto commentare su questo fatto. Condivido 100% il punto esposto da Giuseppe, indubbiamente siamo arrivati ai giorni nei quali chi presenta un libro si espone e viene acclamato piu’ di quanto ne abbia mai ricevuto l’autore. Strano come un intero paese abbia speculato sulla pubblicazione di questo libro come si trattasse della nuova Divina Commedia.

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