Una vita donata, Fratel Biagio Conte ospite a Marineo

Biagio_Conte_Marineo

di Valeria Calderone –

Per ringraziare per la solidarietà dimostrata, fratel Biagio è venuto di persona ad incontrare la comunità Marinese, mercoledì 7 Agosto 2013 alle 21,00 sul piazzale antistante la Chiesa Madre.

Fratel Biagio Conte è un uomo ormai conosciuto, perché ha fondato la Missione Speranza e Carità, che accoglie poveri, barboni e stranieri provenienti da varie parti del mondo.

La sua famiglia era piuttosto ricca e, come tutti i giovani della Palermo bene, Biagio amava i vestiti, i divertimenti e la bella vita… ma un giorno guarda intensamente Gesù crocifisso e improvvisamente si rende conto che attorno a lui c’è tanta gente che soffre e inizia a chiedere agli amici e ai parenti di aiutarlo, di aiutare questi poveri… tutti lo prendono per pazzo, non riconoscono più in lui il Biagio di sempre; i genitori preoccupati, lo vogliono portare dallo psicologo, per curare questa strana “malattia della mente”.

NEL MONDO, MA NON DEL MONDO!

Così racconta: «Stanco della vita mondana che conducevo, ho sentito nel cuore di lasciare tutto e tutti; me ne andai via da casa il 05 Maggio 1990 a 26 anni, con l’intenzione di non tornare più nella città di Palermo, perché questa società egoista e indifferente, mi aveva tanto ferito e deluso.

Camminai giorni e giorni, a piedi,  tra la natura e le montagne all’interno della Sicilia, iniziando un’esperienza d’eremitaggio sotto il sole, la luna e le stelle…

per cercare la Verità, la vera Libertà e la Pace, distaccandomi dal mondo materialistico e consumistico.

Poi cominciai a sentire sempre più… che Gesù (quell’uomo giusto che ha donato la vita per noi) mi portava con Lui per fare un’esperienza che avrebbe cambiato tutta la mia vita! Nel silenzio e nella meditazione… mi sentivo sempre più libero e pieno di Pace, non avevo nulla con me, eppure era come se avessi tutto.

Sono passato anche da Marineo, dalla cappella di san Ciro, per poi addentrarmi tra le montagne e i boschi nel cuore della Sicilia, ho così vissuto da eremita, in compagnia dei pastori, io che avevo tanto giudicato la Chiesa, il papa, la clausura… mi ravvedevo.

Come spinto da un vento impetuoso, ho iniziato a camminare, da pellegrino attraverso le regioni dell’Italia fino ad arrivare ad Assisi, da San Francesco.

Pian piano, cominciai a sentire il desiderio di dedicare la mia vita per i più poveri dei poveri. Volevo andare in Africa o in India… invece Gesù stranamente, mi rimandava nella città di Palermo, dove non sarei voluto più tornare! Proprio nelle strade di Palermo: partendo dalla Stazione Centrale, tra i vagoni dei treni e le sale d’aspetto, angoli di strada, marciapiedi, panchine, dove tanti fratelli dormivano e passavano intere giornate tra l’indifferenza più assoluta.

Da quest’esperienza decisi di non tornare più a casa dei miei genitori, per condividere per sempre la mia vita con i fratelli ultimi, iniziava così la Missione che sentii di chiamare Missione di Speranza e Carità: un progetto di Dio sconvolgente, ricco di Speranza e Carità, che a distanza di anni dal suo nascere, ha coinvolto e continua a coinvolgere uomini e donne di buona volontà, che lavorano nei luoghi d’emarginazione e di sofferenza».

«In estate la missione “arranca”, la città si spopola, vengono meno le offerte, ecco che la vostra comunità è venuta in nostro soccorso con la raccolta porta a porta, Dio vi benedica e vi ricompensi, possiate sempre conservare un cuore umile e generoso e abbiate cura di educare alla solidarietà anche i vostri giovani.

Anche la Curia di Monreale è venuta in nostro aiuto affidandoci delle terre incolte ormai da più di quarant’anni nella zona di Tagliavia. I fratelli della missione si recano a turno per zappare, piantare, irrigare, il Signore benedice e ci dona ottimi raccolti. Il nostro motto: Ritorniamo alla terra! Non ci darà soldi, ma non ci lascerà affamati. In missione tutti lavorano, nessuno sta in ozio, oggi facciamo da soli anche il pane e la pasta fresca, che bontà! E’ molto più economico farli che acquistarli.

Sono numerosi i volontari, diverse persone anche da Marineo vengono per fare le ronde notturne e portare soccorso a chi vive in strada, c’è anche chi ogni settimana fa barba e capelli gratuitamente… Di tutto questo rendiamo grazie per la loro generosità e a Dio che non ci abbandona con la sua Provvidenza».

ANDARE CONTRO CORRENTE…

Fratel Biagio ha parlato a lungo alla comunità Marinese, con grande forza, con il cuore in mano. Parole che si sono scolpite nei nostri cuori, semplici, vere e profonde.

Ha invitato alla solidarietà verso gli ultimi, i poveri, i malati, gli emarginati, in essi troviamo Gesù, ha detto:

«Gesù è in mezzo a noi, in tutti questi fratelli che la società dimentica. E’ Lui che soffre nei loro volti.

Anni fa quando l’Italia stava bene, si diceva: “Non ho tempo”, oggi invece c’è la crisi e si dice: “Non posso…” tutte scuse, quando mai arriverà il tempo per la Carità?

La crisi oggi è dovuta al crollo di due pilastri:

L’amore verso Dio (la preghiera, la frequenza ai sacramenti, l’osservanza del Vangelo…).

L’amore verso il prossimo, verso gli altri, che si traduce in atti concreti.

Dove non c’è Gesù, Via, Verità e Vita, tutto crolla. Si riempiono le case di bei mobili, di soprammobili particolari, computer, televisioni… ma non c’è più il crocifisso nelle stanze. Abbiamo tanti amici su face-book, ma poi siamo soli, manca il dialogo vero in famiglia, con gli altri, ci barrichiamo dietro queste “scatole” che sono i computer, la televisione, i cellulari, la play station… facciamo il giro del mondo in pochi secondi, apparentemente abbiamo il mondo nelle nostre mani, ma siamo soli! Diventiamo sempre più egoisti, diverse famiglie si rovinano a causa di questi mezzi il cui uso eccessivo sta portando all’idolatria: Le “scatole” sostituiscono gli affetti. “Attenti, attenti a non lasciarci trascinare da questo mondo che avanza… ma dove va? Dove ci portano tante mode che stanno facendo delle nostre città una spiaggia? La moda dello svestirsi dove ci porta, a quale dignità porta l’uomo? Come possiamo entrare nelle Chiese e presentarci a Dio così svestiti? Non avere rispetto per i luoghi sacri! Attenzione alle mode che offendono tanto Dio, alla vanità, all’apparire!

Ascoltiamo le parole di Papa Francesco che ci invita ad andare contro corrente.

Attenzione a chi vuole distruggere la famiglia e creare confusione tra i ruoli: uomo e uomo, donna e donna non sono famiglia, “Maschio e femmina li creò“, tuteliamo i nostri bambini, probabilmente saremo perseguitati per questo, rispetto per gli omossessuali, ma la Verità va gridata dai tetti, che non ci avvenga come ai tempi di Sodoma e Gomorra. Attenzione a non conformarci alla mentalità di questo mondo!

Donarsi, donare con gioia se stessi agli altri, a Dio, questo il segreto della felicità e della Pace.

Ai giovani senza lavoro dico:

Non sprecate inutilmente il vostro tempo, dedicatevi a fare il bene, a fare delle opere di carità, al volontariato, il Signore vi ricompenserà e vi aiuterà, vi farà anche trovare il lavoro, così come è accaduto a numerosi volontari!».

Il Signore benedice chi dona con Gioia!

Beato l’uomo che ha cura del debole, nel giorno dell’angoscia il Signore lo libera!

UN’IMPROVVISA GUARIGIONE

A termine del suo intervento Fratel Biagio ha testimoniato la Grazia ricevuta quest’anno a Lourdes:

Il lavoro in missione è duro e lui non si è mai sottratto alle fatiche, restaurare con l’aiuto di numerosi volontari tra i quali anche gli scouts, i padiglioni fatiscenti che adesso ospitano circa 1000 persone italiane e straniere, non è stato facile. La sua salute alla fine ne è rimasta gravemente compromessa e lo ha costretto ad anni ed anni di sedia a rotelle, in seguito allo schiacciamento delle vertebre, problemi di ernia e di circolazione alle gambe, sembrava non ci fosse più nulla da fare…

Eppure, mercoledì Fratel Biagio camminava con i suoi piedi, un miracolo racconta, un miracolo ottenuto per la potente intercessione di Maria Santissima.

Un miracolo inaspettato: un imprevisto viaggio a Lourdes, l’UNITALSI (associazione presente anche nella nostra parrocchia, che si occupa dell’assistenza del sostegno agli ammalati, organizza per loro pellegrinaggi nei luoghi santi, giornate ricreative, per alleviare con la grazia di Dio le  pene e far sentire l’amore dei fratelli a chi è spesso solo e dimenticato) ha invitato fratel Biagio a segnalare quattro persone ammalate della Missione per andare gratis a Lourdes, con il famoso “Treno Bianco”, un lunghissimo treno che dalla Sicilia giunge fino alla terra di Bernardette, ore interminabili tra lettini dove sono adagiati gli ammalati, tra le premure delle sorelle, dei fratelli, di medici e infermieri volontari.

I quattro fratelli disponibili a partire hanno però avanzato una richiesta o un dolce ricatto, se così si può definire, dicendo a Fratel Biagio: “Se non vieni anche tu, noi non andiamo!”.

Lui commosso, vedendo la loro determinazione, non volendo privarli della gioia di partire, come un padre che ha cura dei suoi figli, ha ceduto ed è salito su quel treno di solidarietà.

Giunto a Lourdes, racconta, non riusciva a fermarsi, “correva” con la sua carrozzina dentro la piccola grotta dove è apparsa la Madonna, nel santuario e in tutti quei luoghi benedetti da Dio.

Mancavano gli ultimi due giorni al rientro e i fratelli insistevano perché facesse anche lui il bagno nelle vasche d’acqua benedetta: «Ero titubante, un pò scettico – racconta – sono un credente, un convertito, dicevo: non ne ho bisogno… ma per le loro pressioni ho fatto anche quest’esperienza. L’acqua era gelida, ma quasi non lo avvertivo, mi hanno tirato su e stranamente ero asciutto, poi mi hanno rimesso sulla sedia a rotelle, ma io sentivo qualcosa in me di diverso, una nuova vitalità, quasi m’imbarazzava ammetterlo, il desiderio di camminare, di correre… in poco tempo ho lasciato la sedia, da allora cammino da solo, anzi corro! Non ho più bisogno di nulla, ma porto sempre con me il bastone del pellegrino con il quale tanti anni fa, all’inizio della mia conversione, sono andato a piedi da Palermo fino ad Assisi, non mi serve, ormai mi reggo bene in piedi, ma per me è un simbolo significativo. Rendo gloria a Dio e alla Madre Caleste per la Grazia ricevuta!

Dio è Provvidenza, Dio benedice chi cammina nelle sue vie!

Come ci invita papa Francesco, andiamo contro corrente, apriamoci alla Carità, alla solidarietà verso chi soffre, viviamo più poveramente liberandoci da tante schiavitù e tanti idoli. Il Signore ci ricompenserà:

QUESTO È IL MOMENTO DI SPENDERE BENE IL NOSTRO TEMPO!».

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Comments
One Response to “Una vita donata, Fratel Biagio Conte ospite a Marineo”
  1. limeversi ha detto:

    Che Dio lo protegga sempre, uomini come questi,dovrebbero crescere sempre di più…
    il mio preferito……….

    Mi piace

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