Don Pino Puglisi: La Sapienza del Sorriso

don-pino-puglisiE’ stato presentato nel mese di dicembre un nuovo libro di Vincenzo Bertolone: La Sapienza del Sorriso – il martirio di don Giuseppe Puglisi (Saggistica Paoline)

L’autore è il postulatore della causa di beatificazione di don Pino Puglisi. La beatificazione di don Pino è sempre stata rimandata perché la sua uccisione era letta come motivata dal suo aver agito contro la mafia. E quindi la sua morte non sarebbe stato martirio. Proprio gli approfondimenti di Bertolone hanno permesso il cambio di angolatura. E in questo testo l’autore dimostra, attraverso la vita, gli insegnamenti, l’agire tutto di don Puglisi, come egli sia stato ucciso “in odio alla fede” perché proprio il suo essere sacerdote e pastore fino in fondo, fedele al Vangelo che viveva e annunciava, nell’amore ai fratelli che il Signore gli aveva affidato, specialmente i più piccoli, proprio questo l’ha messo in rotta di collisione con la mafia. È la sua fede – vissuta nel concreto nel quartiere di Brancaccio – che ha “disturbato” i mafiosi. « Don Puglisi venne ucciso a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale nel quartiere Brancaccio di Palermo, controllato dalla criminalità» Dopo un primo capitolo sul valore del martirio, l’autore narra l’ultimo giorno di vita di don Pino, ne presenta un profilo biografico, evidenzia i tentativi di depistaggio sulla sua morte, quindi analizza i perché della sua condanna a morte da parte della mafia e insieme evidenzia la sua consapevolezza e accettazione libera e responsabile della probabile morte violenta. Viene quindi fatto emergere lo stile del ministero sacerdotale di don Pino Puglisi e il messaggio che ci ha lasciato: un invito a guardare oltre. Il tutto sempre attraverso le parole di don Puglisi e le molteplici testimonianze da parte di esponenti di diverse categorie di persone e istituzioni.

«Nel dono di un nuovo martire, come lo è don Giuseppe Puglisi, avverto la benevolenza di un Dio che non si stanca di proporre e ripro­porre incarnata quella parola del Vangelo che salva e indica all’uomo la strada della vera uma­nità, garantendogli la dignità e aprendogli un futuro di libertà autentica.

Il chicco di frumento caduto in terra non è rimasto solo, anzi ha portato molto frutto. La Chiesa di Palermo ha inteso ricevere sin da su­bito l’eredità di don Pino e si è continuamente adoperata per tenerne viva una memoria che fosse sprone a continuare la sua opera instan­cabile di missionario del Vangelo e formatore di coscienze, soprattutto fra i giovani e le fami­glie. Così, nel corso di questi quasi vent’anni dalla sua sacrilega uccisione, mentre è cresciu­ta la sua fama di santità, si sono moltiplicati anche gli sforzi perché giungesse a felice con­clusione la causa della sua beatificazione.

Don Pino Puglisi potrà adesso essere pre­sentato alla nostra Arcidiocesi, alla Sicilia tutta e alla Chiesa universale come martire assassi­nato in odio alla fede da un’organizzazione ma-fiosa, che purtroppo maschera anche con atti religiosi la sua vera natura di intrinseco ateismo. Ciò servirà a ribadire – come più volte i Vesco­vi dì Sicilia hanno autorevolmente già fatto -che non vi può essere nessun compromesso tra la fede cristiana e la criminalità mafiosa. Da oggi in poi, a ribadirlo con assoluta vivezza e stringente coerenza di vita, è il sacerdote mar­tire di Brancaccio » (dalla Presentazione del car­dinale Paolo Romeo).

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