Elezioni Regionali: il sondaggio di Demopolis

L’istituto Nazionale di Ricerca DEMOPOLIS dal 29 settembre al 2 ottobre 2012 ha condotto,  per il quotidiano “La Sicilia”, un sondaggio fra gli elettori siciliani sulle elezioni regionali che si svolgeranno il 28 ottobre.

Due milioni di elettori siciliani, se si votasse oggi per le Regionali, rimarrebbero a casa. E il nuovo Presidente della Regione potrebbe essere eletto con meno di 900 mila voti. A 25 giorni dall’appuntamento elettorale di fine ottobre, secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis per il quotidiano “La Sicilia”, cresce ulteriormente, raggiungendo il 44%, l’astensione dichiarata: l’area del “non voto” assume così nell’Isola una dimensione che non ha riscontri nell’ultimo decennio.

“Ci si reca alle urne – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – in un contesto caratterizzato da una gravissima crisi economica ed occupazionale, con una percezione di progressivo impoverimento delle famiglie ed un’insicurezza, sempre più diffusa, che attraversa indistintamente ogni strato sociale. In questo clima, gli scandali delle ultime settimane, a partire dal caso della Regione Lazio, hanno ulteriormente eroso la residua fiducia dell’opinione pubblica nei partiti, con un crollo al 4% odierno registrato dal Barometro Politico Demopolis”.

A 25 giorni dal voto, oltre l’astensione dichiarata, risulta molto alto anche il numero di coloro che non hanno ancora compiuto una scelta: oltre 800 mila elettori (il 31% tra quanti intendono comunque recarsi alle urne) si dichiarano ancora indecisi.

L’analisi di Demopolis rivela, fra l’altro, un livello di fedeltà sempre più basso alle scelte compiute nella precedente tornata elettorale: una variabile che rende la competizione di fine ottobre densa di incognite per l’intera classe politica regionale.

In relazione alle intenzioni di voto per i partiti, il quadro politico sembra caratterizzato da uno scenario di grande frammentazione: nessuna lista – secondo i dati di Demopolis – andrebbe oltre il 18% nei consensi. Se si votasse oggi, lo schieramento vincente sarebbe privo di una maggioranza all’ARS che – in assenza di accordi post elettorali – rischierebbe di risultare più ingovernabile di quella uscente.

È una partita del tutto aperta, a 25 giorni dal voto – secondo il Barometro Politico Demopolis – quella per la Presidenza della Regione: sfida a 3 con Nello Musumeci (29%) e Rosario Crocetta (28,5%), in sostanziale parità, per il momento in vantaggio su Gianfranco Miccichè.

“Differentemente dalle recenti Amministrative – sostiene Pietro Vento – con la legge elettorale delle Regionali, il peso delle liste collegate tornerà a pesare, significativamente, anche sul consenso dei candidati alla Presidenza. Ma, per la loro storia, alcuni dei principali candidati appaiono in grado di attrarre consensi personali e trasversali, ben oltre l’area delle proprie liste di riferimento”.

Decisamente più distanti, sotto il 10%, si collocano oggi Giancarlo Cancelleri e Giovanna Marano, che paga un certo momentaneo disorientamento dell’elettorato di Sinistra dopo il passo indietro di Fava. Probabilmente penalizzati da una minore visibilità mediatica, si attestano sotto il 2% gli altri candidati, il cui peso potrebbe comunque crescere.

Secondo i ricercatori dell’Istituto Demopolis, si tratta di dati destinati a mutare durante una campagna elettorale che si preannuncia molto dura: il numero di indecisi mantiene altissimi i bacini di voto potenziali dei principali competitor: dal 38% di Musumeci al 37% di Crocetta, sino al 30% di Miccichè, al 16% del candidato del Movimento 5 Stelle. Appare ad esempio impossibile determinare gli effetti della presenza di Grillo in Sicilia nell’ultima settimana di campagna elettorale.

“Molti elettori siciliani – afferma il direttore dell’Istituto Pietro Vento – sceglieranno se e per chi votare soltanto negli ultimi giorni. Lo scenario elettorale, secondo il Barometro Politico Demopolis, appare in netta evoluzione, caratterizzato da un’estrema liquidità e permeabilità del consenso: indecisi e potenziali astensionisti potranno incidere in modo determinante sull’esito del voto del 28 ottobre. È una partita aperta, conclude Pietro Vento: sarà determinante, per tutti gli schieramenti politici, la riconquista di incerti e potenziali astensionisti, oggi in cerca di una valida ragione per recarsi alle urne”.

Nota metodologica:  L’indagine è stata condotta dal 29 settembre al 2 ottobre dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, per il quotidiano La Sicilia, su un campione di 1.280 intervistati, rappresentativo dell’universo degli elettori siciliani, stratificato per genere, età, titolo di studi ed area di residenza. Il Barometro Politico Demopolis è diretto da Pietro Vento, con la collaborazione di Maria Sabrina Titone e Giusy Montalbano; supervisione della rilevazione demoscopica con metodologie integrate cati-cawi di Marco E. Tabacchi.

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3 Responses to “Elezioni Regionali: il sondaggio di Demopolis”
  1. Giuseppe Taormina ha detto:

    L’APPELLO

    Dateci tre motivi per non astenerci
    di GIOVANNI FIANDACA e COSIMO SCORDATO

    Ridurre a 50 i componenti dell’Ars, abolire il finanziamento ai gruppi parlamentari e ridurre i compensi dei deputati regionali al 50 per cento di quelli dei senatori. Se sei d’accordo registrati sul sito di “Repubblica Palermo” e sottoscrivi l’appello

    La gravissima crisi della politica, che in Sicilia si è tradotta nel dissennato sperpero di risorse finanziarie enormi, impedisce di considerare le imminenti elezioni regionali una normale tornata elettorale. Come cittadini, non possiamo esercitare col dovuto senso di responsabilità il nostro diritto di voto senza verificare, preventivamente, se sussistano le condizioni minime perché si avvii una inversione di tendenza nel governo politico della Sicilia.

    In questa situazione, astenersi dal voto diventa una tentazione irresistibile, come forma di obiezione di coscienza democratica volta a denunciare la necessità di terapie più radicali. Pertanto, l’unica via che riteniamo percorribile per evitare la scelta astensionista consiste in una precisa assunzione, da parte di tutti i candidati a presidente, dei seguenti tre obiettivi programmatici, da realizzare entro il primo anno della nuova legislatura regionale:
    1. ridurre a 50 il numero dei componenti dell’Assemblea regionale siciliana;
    2. abolire il finanziamento dei gruppi parlamentari, garantendo il funzionamento degli uffici con dipendenti dell’Assemblea;
    3. ridurre i compensi dei deputati regionali in modo che non superino il 50% delle corrispondenti somme previste per i senatori.

    SOTTOSCRIVI L’APPELLO http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/10/04/news/dateci_tre_motivi_per_non_astenerci-43824666/#commenta

    o scrivi ad: appelloperlasicilia@libero. it

    Marineo Weblog (Giuseppe Taormina) ha aderito all’appello

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  2. Anonimo ha detto:

    Caro Giuseppe Taormina approfitto del Tuo blog che è l’unico spazio serio dove si possono esprimere alcune valutazioni e riflessioni sulla n/s Marineo. Altri ambiti sono del tutto asserviti al potere di turno. Una cosa mi ha fatto saltare dalla sedia quando ho letto su piazza Marineo sito propagandistico dell’Amministrazione Comunale, che L’Amministrazione precedente avrebbe lasciato alla attuale 7/milioni di debito. La cosa è talmente falsa che non meriterebbe risposta alcuna. Siccome l’attuale Amministrazione ha in effetti contratto debiti per 7/milioni di euro vuole scaricare ad altri la responsabilità del Suo fallimento. L’ultimo bilancio dell’Amministrazione precedente è stato approvato normalmente senza creare disavanzi nè evidenziare alcunchè di anomalo. Ci sono peraltro i documenti accessibili a tutti che evidenziano inequivocabilmente quanto affermato. Ciò premesso se la nuova politica dell’attuale Sindaco si basa su queste menzogne così spudorate sarebbe bene che i cittadini fossero informati ed edotti su chi li ha amministrati fino ad oggi. Abbiano la dignità di chiedere scusa per l’enormità blaterata.

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  3. Anonimo ha detto:

    Sono convinto che la gente ha capito chi ci amministra e alle prossime elezioni spero rifletta. Perchè la gente capisce mentre chi gestisce il potere spesso non capisce la gente. Volevo ricordare a tutti coloro che non vogliono esprimere nessuna preferenza per queste elezioni regionali, come si evince dai sondaggi, che sarebbe opportuno recarsi ugualmente alle urne e rendere la propria scheda nulla quindi evitando che si possa estrapolare qualsiasi preferenza al momento dello spoglio (“scarabbocchiare” tutto il possibile). Il voto è un diritto al quale non dobbiamo rinunciare, specialmente adesso che c’è bisogno di dare segnale di rifiuto a questa politica, e pur non esprimere una preferenza ha più senso che non recarsi alle urne.

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