Anno scolastico 2012/2013: il saluto del direttore generale dell’usr Sicilia, Maria Luisa Altomonte

Carissimi,

con questo breve saluto auguro un proficuo anno di lavoro alla scuola siciliana, una realtà che ho imparato a conoscere nei suoi aspetti migliori come nelle sue criticità.  In questi mesi di impegno istituzionale ho avuto modo di apprezzare le tante realtà virtuose e di comprendere le difficoltà e i limiti storici che tuttora affliggono la nostra scuola. Limiti e difficoltà che colpiscono più duramente la qualità del servizio in molte zone già fortemente svantaggiate sotto il profilo economico e sociale.

Pertanto, sento di dover ringraziare innanzitutto il personale delle istituzioni scolastiche che operano in queste aree della Sicilia, assicurando che l’Ufficio Scolastico Regionale è costantemente vicino a tali situazioni anche con interventi specifici messi a punto di concerto con il Ministero dell’Istruzione. Ma, certamente, i progetti da soli non sono sufficienti: nella scuola occorre avere fiducia. Lo dico ai nostri primi interlocutori, le famiglie, alle quali chiedo di essere meno “giudicanti” e di assumere un atteggiamento di collaborazione, per rafforzare quel patto formativo che sta alla base dell’istruzione e dell’educazione dei loro figli.

Agli studenti chiedo di affidarsi con fiducia ai propri insegnanti, nella consapevolezza che questi compiono al meglio il proprio mestiere e che il lavoro dell’insegnante è strettamente connesso all’impegno dei propri studenti.

Agli insegnanti dico infine che conosco le difficoltà del lavoro, ma anche le soddisfazioni del rapporto quotidiano con i bambini e gli adolescenti in formazione. Chiedo loro uno sforzo supplementare nei confronti dei ragazzi che incontrano maggiore difficoltà.

La sfida dell’apprendimento non ci chiama unicamente allo sviluppo delle intelligenze e delle capacità di chi è naturalmente portato allo studio e all’applicazione. E’ un principio professionale ed etico ineludibile guardare alle capacità di ciascuno per valorizzarne al meglio i talenti.

Il nostro impegno più difficile “nell’insegnare a chi non vuole imparare”, per parafrasare il titolo di un saggio di qualche anno addietro, nel tenere sempre più vicini alla scuola e lontani da ogni forma di emarginazione il maggior numero di adolescenti. La scuola non è avulsa dal contesto in cui vive, ma mi sento di poter rassicurare studenti, famiglie e operatori che la scuola italiana e quella siciliana in particolare, pur in situazioni di forte difficoltà, mantengono una compattezza e una comunità d’intenti solidale che costituiscono la forza aggregante della sua quotidiana azione di istruzione e di educazione. Un caro saluto. Maria Luisa Altomonte

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