Presidente: la verità secondo Franco Calderone, responsabile provinciale dei “forconi”

Riceviamo e pubblichiamo di Franco Calderone –

Caro Pino,

dopo avere letto, anche con molta attenzione, i commenti sul tuo blog, ed avere lasciato dare libero sfogo alle elucubrazioni altrui, dopo avere ascoltato in giro di tutto e di più, vorrei avere il piacere di raccontarti come sono andate realmente le cose, poiché  ho avuto la fortuna ed il piacere di vivere questo evento in prima persona. Naturalmente non farò i nomi di nessuno, ma da qualche foto già pubblicata su facebook, mi si vede parlare con persone piuttosto…note…agli addetti ai lavori….

Quale responsabile dei Forconi per la provincia di Palermo, avevo chiesto alla Digos, ufficialmente, di potere essere accreditato a Marineo, all’interno di un eventuale comitato di ricevimento del Presidente della Repubblica. La richiesta scaturiva dal fatto che nei giorni precedenti era sorta una polemica tra i Forconi ed il Presidente,  in parte strumentalizzata da alcuni midia, dalla quale emergeva una certa ostilità dei Forconi nei confronti delle commemorazioni. L’ostilità in effetti era verso le Istituzioni che male interpretavano, a nostro giudizio, le figure di Falcone e Borsellino, e di Placido Rizzotto. Infatti chiedevamo l’applicazione dei principi di legalità, che queste figure avevano rappresentato, ma legalità voleva anche dire tenere conto delle difficoltà della gente comune, e non farci governare da gente non eletta da nessuno, e messa lì dal Capo dello Stato, in barba alle scelte elettorali del popolo italiano.

 La Digos, per l’accreditamento, mi ha rinviato direttamente al capo di gabinetto alla Prefettura di Palermo. Il funzionario responsabile mi comunicava che NESSUNA sosta era prevista a Marineo. Ma la stessa cosa mi avevano detto alla Digos! Certo, se non lo sapevano loro che, da una parte organizzano minuziosamente gli eventi, e dall’altra la sicurezza, c’era ben poco da dubitare. La mattina del “passaggio”, transitando dalla piazza, vedo tutto quello schieramento di forze…penso che, forse durante la notte, il Presidente ha chiesto di fermarsi a Marineo…..magari per prendersi un caffè e quattro dolcini…e scambiare amabilmente quattro chiacchere con i nostri compaesani. Vado a parlare con i responsabili della sicurezza, e loro mi riconfermano che non ci sarà nessuna fermata presidenziale. Chiunque ha visto i tiratori sui balconi, ed avrà notato che erano “a riposo”, senza nessuna arma in mano. E in effetti, nulla è accaduto, a parte l’accantonamento in un angolino della pedana. presidenziale, dei consiglieri, degli assessori, delle mogli, delle fidanzate, dei fiori, degli impiegati comunali che hanno interrotto un pubblico servizio, dei dolcini, e di tutto quanto era stato predisposto, pensando semplicemente che, avendo preparato la “tavola”, l’ospite si sarebbe fermato….adesso, a posteriori, la colpa è di chi voleva protestare, di chi aveva messo striscioni…che nessuno ha visto, e di chiunque fosse di idee non affini all’attuale amministrazione comunale, che si è esibita in un volo pindarico. L’epilogo sono stati i sonori fischi che tutti hanno sentito! Cordialmente Franco Calderone (foto: album facebook di Lucilla Benanti).

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Comments
One Response to “Presidente: la verità secondo Franco Calderone, responsabile provinciale dei “forconi””
  1. Giuseppe Taormina ha detto:

    In riferimento a questo articolo, la redazione pubblicherà soltanto i commenti che avranno un riscontro positivo dell’ e-mail inviata.

    Mi piace

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