E se provassimo a non dirle? Alla ricerca di cortesia e buongusto, ma anche di rispetto

 di Giovanni Perrone –

“Ca…”, “Mi….”, “Co…” … e così via! Non me ne vogliate, né vogliate considerare quanto scrivo come esternazioni moralistiche o “parole d’altri tempi”. Bontà e bellezza mai sono cose passate da mettere nostalgicamente in soffitta. Purtroppo il parlare quotidiano è sempre più infiorato dal linguaggio volgare. Dal semplice passante all’autorevole parlamentare, dal bambino all’anziano, dal litigio di quartiere al confronto politico o culturale sembra che non si riesca a fare a meno di intasare la propria bocca e le altrui orecchie di termini non proprio eleganti. Non parliamo della TV. Anche una trasmissione dedicata al canto sente la necessità di ”migliorare” qualità ed audience spargendo, ad arte, di qua e di là, battute e termini scurrili. E per fare ciò paga profumatamente! E’ come (scusate l’esempio) voler abbellire una torta con palline di escrementi di capra. Scurrili interiezioni, volgari battute e inappropriate esternazioni ricevono più applausi di una buona canzone. Se a certe trasmissioni togliamo turpiloquio e forme compiaciute di litigiosità non resta niente. Lo stesso, sovente, nel comune parlare. Se apriamo una pagina di facebook, è facile imbattersi in frasi composte dal 50% di termini volgari, ritenute necessarie per rafforzare le varie opinioni o comunicazioni. Anche davanti ai portoni delle scuole talora s’incontrano genitori (ed anche insegnanti) solleciti a riempirsi la bocca di “aulici” termini quali “c…” , “m….”, “non rompere … ” per dimostrare a se stessi e ai giovani studenti di essere alla pari. Parimenti avviene anche in altri ambienti educativi. Cortesia, gentilezza, rispetto per gli altri (ma anche per se stessi) spesso divengono vuote parole e non si traducono in stile di vita da evidenziare nei comportamenti quotidiani, anche nei momenti di stress. A volte (i network ne sono quotidiana testimonianza) le volgarità sono associate al sacro specialmente cristiano. Se tali “associazioni” fossero fatte in altri ambienti si guadagnerebbe anche una lapidazione. Perché il sorriso e l’ilarità devono essere associati al fango? E’ necessario sputar fango per essere ritenuti interessanti? E’ possibile cambiare? Perché no? Basta avere il coraggio di andare controtendenza, controllando con fermezza il nostro linguaggio ed aiutando gli altri a fare lo stesso. Siamo chiamati a prenderci cura di noi stessi e degli altri. Siamo chiamati a fare del nostro meglio per cambiare noi stessi e la società. Del nostro meglio anche nello stile del parlare e nei modi dell’agire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: