Marineo, sigilli all’area del Coinres: “Raccolta di rifiuti senza permessi”

Di seguito riportiamo il testo dell’articolo, pubblicato sul Giornale di Sicilia di sabato 26 nov. 2011, di Ignazio Marchese e Mario Raimondi.

Marineo – La raffica di esposti e fotografie hanno ottenuto il risultato. In contrada Favarotto a Marineo sono arrivati i tecnici della direzione tutela ambientale della Provincia di Palermo e hanno messo i sigilli ad una delle due aree dove l´amministrazione comunale, che da tempo ha abbandonato il Coinres, ha messo in piedi la raccolta differenziata. Un´attività che sarebbe stata svolta senza le necessarie autorizzazioni e con contratti con la società Apas, già nota a Palermo che aveva riunito i cenciaioli che avevano per un periodo lavorato in città. Ad essere preso di mira dal Coinres l´impianto di pressatura e imballaggio. Tanto che ha il Consorzio ha richiamato gli operai. Secondo i dirigenti c´era poca sicurezza sul lavoro, poco rispetto delle più fondamentali norme igienico-sanitarie per i lavoratori, nessun estintore o pacchetto medico e locali completamente fatiscenti all´interno dell´impianto di riduzione volumetrica, di pressatura ed imballaggio dei rifiuti solidi urbani differenziati presso l´autoparco comunale di Marineo. Sarebbero stati questi, infatti i parametri rilevati, all´interno dell´impianto, secondo i tecnici dell´ufficio Prevenzione e Protezione del Coinres, che hanno spinto i commissari liquidatori Mario Brancato e Giusto Balletta del Coinres, ad ordinare il rientro in azienda dei dodici dipendenti impiegati presso l´impianto di riduzione volumetrica dei rifiuti differenziati di Marineo, dopo un controllo all´interno dello stesso impianto gestito dall´Apas cooperativa privata incaricata dal comune alla raccolta dalle strade di carta,cartone, plastica, metalli e tutto il materiale riciclabile. Carta e plastica sarebbero state raccolte ed ammucchiate, per mesi, in un capannone che presto però si è trasformato in una vera e propria discarica dove, secondo gli stessi dipendenti del Coinres, gli operatori sarebbero stati costretti a differenziare «a mano» i rifiuti all´interno dell´impianto violando così le linee della legge 81 del 2008. Un´operazione che, secondo il racconto di alcuni di loro, veniva sempre eseguita al chiuso tra odori «insopportabili» e rumori «assordanti» delle attrezzature e apparecchiature per la pressatura. I locali comunque sono stati ripuliti e l´impianto messo in standby già da giorni. Tutt´altro il resoconto del primo cittadino Francesco Ribaudo. «Non c´è stata alcuna omissione delle norme di igiene e sicurezza, ma questo episodio è legato all´ennesima ripicca del Coinres. La differenziata nel comune oggi è arrivata al 60 per cento e questo grazie ad una limpidità e nell´impegno di tutti e proseguirà nonostante i sigilli in un´area. Del resto sempre in contrada Favarotto ne abbiamo una seconda area» ha spiegato dopo il ritiro degli operai il sindaco Francesco Ribaudo. Dal Coinres preferiscono non commentare.

VISUALIZZA VERBALE DI SEQUESTRO

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Comments
One Response to “Marineo, sigilli all’area del Coinres: “Raccolta di rifiuti senza permessi””
  1. Giuseppe Taormina ha detto:

    Replica del sindaco di Marineo pubblicata su misilmeri news

    Prosegue senza interruzione la raccolta differenziata con la modalità “porta a porta” nel Comune di Marineo. «Il sequestro effettuato giovedì scorso, su segnalazione della Direzione Controllo Prevenzione Ambientale della Provincia Regionale di Palermo – dice il sindaco di Marineo Francesco Ribaudo – riguarda solo un’area esterna del centro comunale di raccolta, di circa 500 metri quadri, mentre continua senza sosta l’attività di riduzione volumetrica nei locali comunali di via Favarotta». Infatti Ribaudo, con una nuova ordinanza ha disposto la continuazione dell’attività individuando un’area alternativa, e nel contempo l’adeguamento della struttura alle prescrizioni del nucleo di controllo.
    Gli ispettori hanno contestato la presenza di piccole quantità di legno ed ingombranti che non erano ancora stati deposti all’interno degli scarrabili. Le irregolarità nell’isola esterna, secondo il sindaco di Marineo «sono dovute anche all’astensione dal lavoro dei sette operatori del Coinres, che dal 12 novembre, con determina della dirigenza del consorzio, sono stati ritirati a Bolognetta».
    «Il paradosso – aggiunge con amarezza il sindaco Ribaudo – è che alcuni gruppi di interesse e del malaffare, anche attraverso delazioni anonime, vorrebbero utilizzare il braccio legale dello Stato per interrompere l’operato virtuoso e la scelta di campo fatta dall’Amministrazione Comunale di Marineo e da tutta la comunità marinese, che con grande determinazione hanno raggiunto nel giro di due anni il 60% di raccolta differenziata. Scelte queste, che hanno permesso di mantenere il paese pulito, di abbattere i costi della bolletta in favore dei cittadini, salvare le casse comunali e di intraprendere un cammino di civiltà a salvaguardia delle future generazioni».
    «Il percorso virtuoso da noi intrapreso – conclude Francesco Ribaudo – si contrappone nettamente alle vecchie forme di gestione dei rifiuti che hanno nutrito gruppi di interesse politico- mafioso e clientelare (come riportato dal rapporto della commissione nazionale antimafia) che hanno fatto aumentare vertiginosamente i costi dei servizi ed hanno portato al dissesto i bilanci dei comuni siciliani. In questo c’è una corresponsabilità dei politici, dei dirigenti del Coinres e persino di una piccola frangia collusa degli stessi lavoratori. I cittadini devono sapere che il ritorno alla raccolta indifferenziata, come fanno gli altri comuni che fanno parte del Coinres, comporterebbe un costo giornaliero per il nostro Comune di 1500 euro al giorno. Attualmente, grazie alla raccolta differenziata, questo contro viene sostenuto solo una volta alla settimana».

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