Mi pare manifesto che la crisi delle istituzioni, causa determinante anche del malcontento popolare, sia data anzitutto da comportamenti scorretti di persone che hanno operato nelle diverse strutture dello stato e della società, a tutti i livelli. Simili comportamenti scorretti, motivati da interessi individuali o di parte, sono stati poi accolti da alcuni, o forse tanti, cittadini, per giustificare la propria indifferenza e pigrizia, le irregolarità e le ingiustizie nei confronti della comunità. Ne è nata così una sorte di gara collettiva di furbizia, un´inclinazione perversa all´illegalità, diretta o indiretta, che ha prodotto diffidenza, sfiducia, pregiudizi, rivalità…e anche contrasti tra istituzioni. Il problema è quindi diventato quello di mentalità deformate rispetto alla realtà e al bene personale e comune, di strutture inadeguate e insufficienti: è problema di valori e di comportamenti, problema – possiamo dire – culturale e morale. E quando tali problemi non si affrontano con chiarezza e determinazione, si intorbidano, deformano le realtà e le istituzioni, corrompono le relazioni, generano squilibri e patologie sociali. Io penso che per curare una società colpita da questi mali, ci voglia un forte intervento educativo e rieducativi, una maggiore efficienza degli organismi istituzionali. Non bastano i rinnovati programmi politici, bisogna agire sulle persone!
Alla sconcertante vicenda della “enorme discarica di rifiuti”, alla “grave situazione” circa lo smaltimento dei rifiuti e alla conseguente “massima preoccupazione” per la situazione che si sta determinando in asssenza di piani di intervento urgenti l´appello rivolto a tutti è a “rivedere in fretta le nostre abitudini dal lato dei consumi, che da quello dell´attenzione allo smaltimento dei rifiuti, impegnandoci a fare e diffondere la raccolta differenziata; puntando a un effettivo cambiamento di mentalità che induca ad adottare stili di vita nuovi, ispirati alla sobrietà. A quanti sono in prima linea responsabili della cosa pubblica chiediamo “trasparenza, chiarezza, legalità, corresponsabilità”. E´ a questo punto che cade il riferimento alla “grave situazione” venutasi a creare nei nostri Comuni. Per questo come Comunità Ecclesiale ci facciamo voce del bisogno forte di moralità che si avverte nella vita sociale e politica, soprattutto sulla situazione igienica-sanitaria con conseguente rischio per la salute dei cittadini e delle fascie dei più deboli. Si imponga su tutto – grazie a un vero e proprio sussulto di eticità – la ricerca del Bene Comune!
Mons. Antonio Todaro Vicario Episcopale. fonte: misilmerinews
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ci voleva il sussulto del cardinale crocetta contro la mafia, perchè anche i preti del notro territorio si indignassero nei confronti di tutte quelle istituzioni con le quali sino ad ieri, hanno condiviso feste – celebrazioni , abbracci e baci ecc..però, meglio tardi che mai. Ma ora bisogna essere conseguenziali. Quello che vine detto nel documento di cui sopra , va ribadito ongi domenica pria di recitare l’atto di dolore.