Ascensione del Signore

 Dopo la sua Ascensione, Cristo non ha cessato di essere Figlio dell’Uomo. Dio da Dio, Egli è adesso una cosa sola con il Padre anche come Redentore del mondo: è una cosa sola con il Padre in quanto Crocifisso e Risorto.

L’Ascensione è perciò il “tempo”, il “momento” favorevole che il Padre ha riservato alla sua scelta; “il tempo e il momento” in cui – mediante la potenza salvifica della Croce e della Risurrezione – tutto è maturato per giungere alla ormai imminente Pentecoste: “Ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8). Perciò gli Apostoli, fissando la nube che aveva sottratto il Maestro divino ai loro sguardi, sentono le parole: “Perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo” (At 1, 11).

L’Ascensione costituisce perciò il termine della missione che il Figlio ha ricevuto dal Padre: in Lui il Padre ha rivelato l’immenso amore con cui ha amato il mondo. Si tratta di un termine che è al tempo stesso per noi un nuovo inizio, poiché la venuta di Cristo tra di noi nello Spirito Santo continua fino al presente e continuerà sino alla fine dei secoli, fino alla “Parusia”, giorno in cui Gesù tornerà “allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 11)-                                            (Giovanni Paolo II)  

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