
Una festa che trasforma la morte in uno strumento per rinnovare la vita in questo mondo. Nella Pasqua la memoria del Dio che muore e rinasce si sovrappone con il simbolismo della natura che, dopo il sonno invernale, si risveglia, rinasce. Al digiuno quaresimale, segue adesso l’abbondanza nelle mense. Il cibo è sempre stato importante nella vita degli uomini, tanto che ha avuto un ruolo fondamentale soprattutto nella religione: a partire dall’antico sacrificio vedico indiano, poi in Grecia, fino a giungere ai banchetti romani. Nel Nuovo Testamento, inoltre, sono diversi i momenti in cui l’insegnamento di Gesù si collega alla consumazione comunitaria del cibo: L’ultima cena e La cena di Emmaus sono due di questi. Dunque, dietro ai sapori e agli odori della cucina si nascondono tantissimi significati, una trama fitta di simboli e linguaggi. La scelta di un certo tipo di cibo (poniamo la carne di maiale) segna l’appartenenza ad una specifica comunità umana: in questo caso quella cristiana, che la mangia, si differenzia da quella musulmana, che la rifiuta. Nella nostra società, la selezione degli invitati a pranzo, le modalità di servire a tavola (poniamo usando il servizio di piatti buono), le distanze di ognuno rispetto al capotavola, mettono in gioco il riconoscimento sociale di un gruppo, l’accettazione o l’esclusione dei singoli. E chiaro, poi, che offrire agli ospiti cibi costosi e in abbondanza significa anche mettere in evidenza il proprio benessere. Nel computo della festa rientra anche il lavoro industriale dei mattatoi, in questi giorni impegnati nella “catena di smontaggio” delle pecorelle, in carne ed ossa. L’urlo degli agnelli appesi, sgozzati, squartati, sezionati resterà confinato tra quelle strepitanti mura. Oggi ci si limita, infatti, ad acquistare i tranci di carne, che solo lontanamente rimandano alla forma originaria dell’animale. Ormai sacrificato, cucinato, condito e servito a tavola o condiviso con amici e parenti in campagna sarà per gli ospiti profumatissimo cibo, piatto pasquale, agnello rigeneratore della vita e dell’ordine familiare, sociale e cosmico. (Nuccio Benanti)
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