In esclusiva di Marineo Weblog una intervista al sindaco di Marineo Franco Ribaudo sull’ emergenza rifiuti e sull’attuale situazione in merito, del comune di Marineo.
- In questi giorni molti comuni della provincia di Palermo hanno dovuto fronteggiare l’ennesima emergenza rifiuti, la situazione più critica, come riportano dalle agenzie di stampa, si è verificata nei comuni delll’ato4 gestiti dal consorzio COINRES che ha costretto i sindaci alla chiusura delle scuole. Considerato che anche Marineo fa parte del consorzio, com’ è stato possibile garantire la normalità nel nostro paese?
- Sin dal mio insediamento, giugno 2008, accertato che i costi di gestione del Coinres erano molto esorbitanti rispetto ai costi reali necessari, l’amministrazione comunale ha intrapreso una battaglia per uscire dal consorzio. Quindi il 23 dicembre 2008 il comune di Marineo ha risolto in danno il contratto di servizio per inadempienza contrattuale (mancata raccolta differenziata, mancata pulizia dei cassonetti, mancato servizio di ritiro rifiuti ingombranti e/o rifiuti speciali). Questo ha determinato l’intervento sostitutivo che, attraverso la procedura di asta pubblica, ha affidato il servizio di raccolta differenziata, avviato dal mese di settembre e che ad oggi ha raggiunto il 30%. Per quanto riguarda l’indifferenziato, il servizio lo ha continuato il Coinres, nei periodi di emergenza (sciopero del personale, chiusura di discarica o altro) il servizio è stato affidato ad altre ditte quale intervento sostitutivo.
– Lei ha citato la chiusura della discarica, come mai il nostro comune ha potuto accedere pur facendo parte del Coinres?
– Attualmente il nostro comune ha con l’Amia dei debiti derivati da un pignoramento sostitutivo di un milione e cinquantotto mila euro, debiti che sta regolarmente pagando, dal mese di luglio 2008, con rate mensili di 55 mila euro, giusto concordato stipulato nell’ottobre 2008. Per cui il nostro comune non risultando moroso ha potuto liberamente accedere alla discarica di Bellolampo gestita da Amia.
– Nel decreto attuativo della Regione Siciliana di riforma degli ATO, che prevede la riduzione degli stessi da 27 a 9 più una per le isole minori, tra le possibili novità, che la gestione del servizio di raccolta torni ai comuni lasciando agli Ato gli aspetti programmatici. Questa soluzione non è quella che parzialmente il comune di Marineo sta attuando?
– Pochi giorni fa, all’inizio di questa ennesima emergenza, in Assemblea Regionale alcuni sindaci abbiamo proposto lo scioglimento immediato degli Ato non virtuosi, facendo ritornare il personale, a suo tempo trasferito con l’accordo del 2004, nei comuni di provenienza, affidando ai sindaci la responsabilità della gestione dei rifiuti con l’immediato avvio della raccolta differenziata che consentirebbe la diminuzione del conferimento in discarica divenuta ormai quasi esausta. Questo in attesa che le competenze vengano trasferite all’Ato unico provinciale secondo quanto previsto dalla riforma.
– Si parla da tempo di questa riforma, la cui applicazione viene sempre rinviata perché?
– La riforma, secondo me, così come proposta non risolve il problema dei costi gestionali. Attualmente all’ARS è tutto bloccato, come tante altre cose, ma bisogna dire che il settore dei rifiuti è diventato uno dei grandi affari in cui gravitano interessi economici che fanno gola a centri di potere, si pensi agli inceneritori o alle assunzioni clientelari.
– In questi giorni i marinesi, relazionandosi con altri cittadini dei paesi investiti dall’emergenza rifiuti, hanno potuto manifestare la propria soddisfazione nel vedere il proprio paese pulito. Cosa si sente di dire a loro?
– La battaglia che sta conducendo l’amministrazione comunale è dei cittadini e per i cittadini di Marineo. Il risultato parziale di oggi è una tappa importante che dimostra che l’aiuto, la collaborazione di tutti, può impedire che il nostro paese possa essere travolto dai debiti accumulati da una gestione risultata fallimentare dal consorzio Coinres. La sensibilità e il senso civico dei cittadini ha dimostrato che è possibile un nuovo percorso nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, che abbia dei costi accettabili per tutti e che sia compatibile con il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente.